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24/9/2007
Aprilia Mana 850: la moto automatica
di Andrea Di Marcantonio
Le esperienze in sella ad una moto sono di fatto un qualcosa
di ampio ed emotivamente coinvolgente. Tecnologia, design
ed innovazione, sono attualmente i reali punti di forza dei
nuovi progetti a due ruote, anche se i progettisti delle Aziende
europee ma, soprattutto, giapponesi, si muovono in un range
di idee ristrette.

E se parliamo concretamente di tecnologia e innovazione tecnica
italiana, Mana 850 Aprilia rappresenta un punto di svolta
importante in un mercato spesso “incerto” ed a
caccia di novità che, in qualche modo, suggeriscano
all’utente un modo diverso di vivere le due ruote.
Una moto si, ma una moto molto diversa, almeno nel concetto
di guida di base. Infatti Mana si propone non di stravolgere
ma di variare le abitudini del motociclista. Come? Semplice,
offrendo un cambio sequenziale a gestione elettronica e quindi
un utilizzo ed un piacere di guida realmente innovativi e
tutti da scoprire.
Variazioni sul tema
Il primo pensiero secco è chiedersi il perché
di una scelta così “forte” che, in qualche
modo, ha ben poco a che fare con la motocicletta così
come siamo abituati a pensarla, a viverla sulle strade di
tutti i giorni. Mana si propone come alternativa, mantenendo
però elevati i sacri canoni delle due ruote. Vale a
dire emozioni e piacere di guida in tutte le condizioni.
Non sappiamo come reagirà il pubblico (e noi stessi)
a questa novità, visto che il test sarà tra
un paio di giorni, ma possiamo ipotizzare che, certamente,
sarà un’esperienza interessante.
Guidare una moto dotata di cambio sequenziale – anche
se Mana mantiene il comando a pedale oltre al pulsante sul
manubrio – significa entrare in parte nel mondo scooter
di alte prestazioni, visto che il “concetto di base”
è proprio quello di una guida simile ai fratellini
che certo ben poco hanno a che fare con le moto vere.

Mana è innovazione
Ciò significa una guida rilassata, probabilmente più
distesa, senza però dimenticare l’indole aggressiva
all’occorrenza, che potrà essere sprigionata
grazie alle diverse mappature settabili dal pilota. Capito
il concetto? In sintesi non più lo stress – più
cittadino che extraurbano, a dir la verità –
di cambiare marcia, ma lasciarsi andare ad una guida nuova,
facile e perché no, anche divertente. E allora Mana
è una moto vera o uno scooter evoluto? E la vera evoluzione/rivoluzione
Aprilia, risiede nel fatto di aver avuto il coraggio di esplorare
questa tecnologia o in quello di smuovere un’utenza
nuova verso una (probabile) tipologia di moto?
Domande chiare, risposte da dare
Ed ancora, quale sarà l’utente della Mana? L’
appassionato amante della tecnologia estrema, o semplicemente
un utente tutto da inventare? Beh ve lo diremo dopo averla
provata tra qualche giorno…
Le carte ci sono tutte…
Mana però è anche e soprattutto una moto. Motore
a “V” di 90° (vi ricorda nulla il GP800?),
pinze ad attacco radiale, telaio a traliccio con forcellone
in blocco unico, un comparto sospensioni molto raffinato,
accensione con doppia candela, oltre ad un design coraggioso
ed oltraggioso oltre che accattivante. Mana è anche
questo, visto che il nuovo sistema di trasmissione primaria
è solo l’anello di congiunzione dell’intero
pacchetto Aprilia. Di più non possiamo dirvi, visto
che la prima presa di contatto avverrà, come già
anticipato, tra un paio di giorni, proprio in occasione della
presentazione alla stampa di Mana 850.
Di fatto è una novità assoluta. Voluta e cercata
dal Gruppo Piaggio che continua la sua marcia inarrestabile
nello sfornare progetti ed idee. Industria italiana, design
made in Italy, tanta voglia di fare un po’ su tutti
i progetti dell’ultima generazione. Mana sarà
certamente un oggetto destinato ad essere imitato, un po’
una blasonata ”tradizione” per Aprilia che, molto
spesso, ha lanciato il sasso nello stagno delle idee e dell’innovazione
su due ruote. Siamo curiosi quanto voi di incontrare Mana.
Aggressiva, concreta ma, soprattutto molto “sequenziale”.
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