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26/10/2007
Honda Transalp, sei sempre un Mito!
di Andrea Di Marcantonio
“Della vecchia Transalp è rimasto il nome. Questa
volta è stata una prova lunghissima (quasi 300 km),
caratterizzata da un percorso splendido e tutto da vivere
in sella a questa moto magica e divertentissima. Siamo rimasti
colpiti dal suo nuovo carattere, più stradale che off-road
ormai, che piace molto. Perché il limite della nuova
moto è davvero altissimo.
Ottima ciclistica, pieghe da inventare sul misto/veloce,
suo terreno preferito, senza però dimenticare la sua
natura da grande maratoneta delle strade. Strade che si intrecciano,
magari scandite dal piccolo schermo di un navigatore, ma sempre
emozionanti da vivere. La Transalp insomma è cambiata
e si è fatta più aggressiva e convincente…”

Comoda e nuova, anche nella posizione di guida
Appena in sella alla nuova Transalp, ci si rende conto, fin
da subito, che questa è una moto tutta nuova. Lo intuisci
dalla posizione di guida, centrata su una diversa postura
del busto, più “orientato” sull’anteriore
rispetto alla posizione del manubrio, largo e caratterizzato
da una curva dolce.
Le ginocchia, grazie anche alle pedane basse, formano un
angolo ideale per un comfort davvero notevole e sono inserite
nel tratto centrale del serbatoio, cosa che consente di stringerlo
quando si decide di alzare il ritmo di guida. In effetti,
il baricentro più basso, rende questa moto molto bella
e piacevole da guidare un po’ in tutte le condizioni.
La protezione aerodinamica è buona, ed il piccolo plexiglass
svolge bene il suo compito di deviatore di flusso.
Leve e blocchetti infine, sono molto ergonomici e, specie
la leva freno anteriore, è caratterizzata da una praticissima
ghiera/registro, azionabile anche in marcia.
Comfort
globale buono, c’è solo qualche leggera vibrazione
La sella è molto morbida e, anche dopo il lungo percorso
del nostro test, schiena e fondoschiena non risentono affatto
delle tante ore passate in sella. Le vibrazioni sono poche
e sono scovabili intorno ai 6.500 giri, specie in rilascio,
ma non sono mai fastidiose visto che si stemperano via via
che il regime sale.
Erogazione pulita, davvero un’ottima messa
a punto
Questo nuovo propulsore è davvero sorprendente: la
sua erogazione è sempre molto fluida, anche a gas parzializzato
e questo, specie nei tratti cittadini (quelli dell’apri/chiudi
per intenderci), favorisce una guida molto lineare. Parlavamo
dell’erogazione: in effetti la fascia operativa del
nuovo bicilindrico Honda è molto ampia, grazie anche
all’ottimo set-up dell’elettronica, su cui i tecnici
hanno certamente lavorato molto proprio per favorire un godibile
utilizzo ai bassi e medi regimi.
Ottimo utilizzo, grandi margini
Si parte dai 2.000 giri indicati, range in cui è disponibile
già della “sostanza”; poi a 3.000 giri
il sound di abduzione si fa fa più incisivo ed il tiro
aumenta in modo proporzionale, visto che questo motore è
particolarmente legato al gas, quindi molto reattivo. A 4.000
giri inizia a sentirsi la cavalleria fino alla soglia dei
5.550 giri, momento in cui il bicilindrico sembra diventare
più incisivo. Merito della testa a 4 valvole, che consente
un maggior tiro in alto ed infatti, appena raggiunta quota
6.500 inizia a farsi sentire quel pizzico di “cattiveria”
in più, fino alla soglia del limitatore, posizionata
a quota 8.500.
Cambio
molto preciso
Ma questo è solo un dato indicativo, visto che guidare
la new Transalp significa godersi lo spettacolo del panorama
che scorre veloce davanti alla visiera del casco. E la grande
disponibilità del motore è anche influenzata
positivamente da un cambio molto preciso e dalla corsa molto
corta.
Ciò significa innesti veloci, rapidi e senza il minimo
sforzo. Così come la rapportatura corta favorisce la
prontezza del motore. Significa guadagnare metri in accelerazione
ed avere dentro sempre la marcia giusta. Ottimo anche il funzionamento
della frizione (utile la leva corta sul manubrio che consente
di lavorare solo con due dita), sempre morbida da azionare
e davvero robusta, anche dopo qualche strapazzata di troppo.
Imbattibile sul misto veloce, sospensioni molto a
punto
Altro punto di forza della Transalp, sono le sue grandissime
doti ciclistiche. Dimenticate la vecchia moto ed azzerate
tutto! Questo nuovo modello è nato per le strade di
montagne e, specie sul misto veloce, sorprende la sua grande
propensione ad inserirsi velocemente in curva, a mantenere
la traiettoria impostata, a sentirla molto stabile a centro
curva tanto da cercare sempre il limite della copertura che,
nel caso delle Bridgestone di serie, è molto alto.
Anche con asfalto umido.
Elevatissimo il limite di piega, è grande l’energia
che mostra nei cambi di direzioni fatti di “forza”,
buttandola giù senza troppo starci a pensare. Ottima
messa a punto per questa ciclistica dunque e questo, abbinato
alle nuove quote d’interasse, rendono la nuova Transalp
una moto facile e molto intuitiva, anche in virtù di
un baricentro ora più basso.
La forcella funziona molto bene sul misto ma forse è
un po’ rigida sullo sconnesso mentre il mono sembra
mostrare gli stessi “limiti”. Ed ancora la forcella,
non affonda eccessivamente nelle pinzate più decise
ed i trasferimenti di carico non sono mai eccessivi. Quindi,
tutto sommato, l’utente della Transalp 700, apprezzerà
moltissimo questo “cambio di tendenza” a favore
di una guida più brillante e caratterizzata inoltre
da una grande maneggevolezza.
ABS da migliorare?
Il doppio disco anteriore è in grado di garantire ottime
prestazioni anche nelle staccate eccessive, dove qualche volta,
la frenata sembra allungarsi a causa di un ABS – a nostro
avviso – non perfettamente bilanciato. Ma lo ripetiamo
è una situazione in un uso estremo che certo poco si
addice alla guida scorrevole della on-off Honda. Ottima l’efficacia
del disco posteriore. Complessivamente quindi, la frenata
è molto buona e caratterizzata da un impianto molto
modulabile sia sulla leva anteriore che sul pedale del disco
posteriore.
I prezzi:
STD:7.500EUROf.c.
ABS: 8100 EURO f.c.
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