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19/10/2007
Yamaha FZ1 e Z1000: le naked mostrano i muscoli
di Andrea Di Marcantonio
Di fatto sono due belle moto. Naked dai muscoli affilati,
caratterizzate da un design tonico che ne esalta quello spirito
aggressivo, aggettivo di cui sono entrambe ricchissime. Sotto
certi aspetti sembrano addirittura identiche se parliamo di
“strategia emozionale”, ed invece, pur appartenendo
allo stesso segmento di mercato (le over naked), sono indirizzate
a motociclisti che la pensano diametralmente all’opposto
su ciò che dev’essere una supernaked.

Così, la Yamaha FZ1 e la Kawasaki Z1000, sono tanto
belle quanto raffinate e diverse nel design, nella potenza,
nelle reazioni ma, soprattutto, nel modo di essere così
estreme, duttili e piacevolmente aperte ad un utilizzo molto
poliedrico.

Design: diverse fin dalle forme di base
Se apparentemente queste due “muscolose DOC” sembrano
molto simili, è nel dettaglio che si differenziano
molto. La supermille Yamaha punta tutto sul rendere pulito
l’insieme dal punto di vista del design, visto che le
zone di colore chiaro/scuro sono molto bel bilanciate, come
nel caso dell’area motore/telaio, il tutto accordato
dal colore nero che “spinge” su un imprinting
tecnico ma mai eccessivo. Forse la zona posteriore parla più
di aggressività: merito dello scarico basso di grandi
dimensioni e del forcellone a doppia capriata che quasi potrebbe
passare inosservato, nonostante le sue forme racing.
Molto diversi i temi della Kawasaki Z1000. Questa naked è
estrema da qualunque angolo la si guardi, questo per via di
spigoli vivi che rappresentano da sempre (anche nelle precedenti
versioni) un “brevetto” per questa moto così
cattiva e dotata di grande appeal tecnico ed estetico. Lo
dimostra la zona posteriore con i due scarichi trapezoidali
sovrapposti, enormi, bellicosi e di chiaro impatto visivo.
Senza dimenticare le pinze freno anteriori ad attacco radiale,
un’altra dichiarazione di forza.
Moto “cafona” nel senso più spinto del
termine, dove tutto è studiato per renderla quasi animalesca,
battagliera, un guanto di sfida sbattuto in faccia all’avversario
senza troppi complimenti… Bello anche il codone sparato
verso l’alto, anch’esso spigoloso, così
come tutta la zona del motore, con quell’azzeccata (a
nostro avviso) “elle” rovesciata che integra gli
indicatori di direzione. Entrambe le moto poi, hanno un carattere
diverso anche a livello delle scelte tecniche, come ad esempio
la strumentazione: quella della Z1000 risulta senza compromessi,
mentre quella dell’elegante FZ1 è senza dubbio
più tradizionale e poco appariscente.
Motori:
due quattro cilindri molto diversi tra loro
In comune hanno solo un dettaglio legato alla configurazione,
visto che entrambe sono spinte da quattro cilindri in linea
DOHC, “sedici e ventivalvole” che seguono lo schema
del big-bore. La FZ1 Yamaha monta di base il propulsore della
R1, base di partenza per lo sviluppo di un motore da naked
al alte prestazioni. 998 cc la cubatura totale, cinque valvole
per cilindro, 77 mm di alesaggio per corsa corta di 53,6 mm;
carter motore e pistoni, teste sono di fatto gli stessi della
serie R. Il blocco motore è di tipo closed-deck con
speciale riporto sulle camice e bielle tipo Fracture Split.
Più
coppia ai medi regimi
Per garantire un diverso carattere, specie ai medi regimi,
la massa volanica è stata aumentata del 40% anche in
base a calcoli molto raffinati legati al rapporto tra la coppia
al pignone, il rapporto ratio della marcia inserita ed il
diametro della copertura posteriore. Tutto ciò per
una maggiore spinta della ruota (+ 7%), cosa raggiunta grazie
anche alla valvola EXUP sullo scarico (sistema per la gestione
dei flussi relativi ai gas di scarico), alla diversa rapportatura
del cambio di 5° e 6° oltre al pneumatico da ben 190/50.
Nella testata sono contenuti altri interventi importanti
per il diverso carattere della naked Yamaha: ad esempio, il
rapporto di compressione è più basso rispetto
alla R1 (da 12,4 a 11,5:1) mentre sono diversi i profili degli
alberi a camme, al fine di enfatizzare riempimenti e carattere
ai regimi intermedi.
Lontani i tempi dei vecchi carburatori BSR da 37 mm, montati
sulle “vecchie” FZS1000. L’iniezione elettronica
ha dato quel di più alla reattività della moto
un po’ in tutte le condizioni d’uso. Gli iniettori
a due vie a quattro fori, sono montati a monte dei singoli
corpi farfalla, dotati di valvole secondaria e gestiti da
centralina a 32 bit.
E che dire del particolare sistema di scarico? La zona “centrale”
della disponibilità motore è stata ottimizzata
grazie al sistema di scarico 4.2.1. dotato di nuovi collettori
dai diversi diametri. Risultato? Beh, davvero esaltante visto
che la FZ1 sprigiona 150 Cv a 11.000 giri con un valore di
coppia di 10,8 kgm a 8.000 giri.
Meno cavalli per la Z1000 ma grande utilizzo
Di fatto la Z1000 ha circa 25 Cv in meno della Yamaha. Sono
infatti 125 a 10.000 giri con coppia di 10,1 kgm a 8.200 giri.
Kawasaki ha puntato moltissimo sull’utilizzo del motore,
oltre al fatto di essere scesa ancor più in profondità
nel propulsore per cercare un’eccellente guidabilità
ad ogni regime.
I punti di “attacco” dei tecnici sono legati alla
zona alta del compatto quattro cilindri da 953 cc, dotato
di un alesaggio pari a 77,2 mm e corsa ultracorta da 50,9
mm, circa tre mm in meno della Yamaha a vantaggio però
di un alesaggio più grande, da vera big-bore. Si è
curato il raffreddamento del motore, grazie a diversi radiatori
ora più leggeri; ma anche gli assi a camme sono nuovi
ed hanno alzate più favorevoli all’utilizzo ai
bassi regimi, quelli che ti fanno camminare anche con un rapporto
alto a bassa velocità per intenderci…
Valvole più piccole, più velocità
dei flussi in transito
La testata della Z1000 ospita valvole di aspirazione/scarico
più piccole (oltre a candele all’iridio) quantificata
in una riduzione pari allo 0,5 mm rispetto al M.Y. ’06.
Questo per rendere più corposa l’erogazione ai
bassi e medi regimi, anche in virtù di un albero motore
dotato di masse volaniche aumentata del 7%, a vantaggio del
tiro, anche nell’apri/chiudi.
Ma non è tutto. Anche qui c’è una sofisticata
iniezione elettronica, gestita da unità ECU, dotata
di iniettori sottilissimi, che atomizzano il carburante all’interno
dei condotti di aspirazione, riempiti per mezzo di valvole
a farfalla secondarie di dimensioni ovali e ridotte, passate
da 38 a 36 mm.
Ricercatezza
tecnica del dettaglio
Altre chicche della Z1000 Kawasaki sono pensate per il miglioramento
della guidabilità globale della moto. Tra queste, il
nuovo posizionamento degli attacchi motore alle spalle dei
cilindri, posizione studiata per ridurre il tasso di vibrazioni
oltre che favorire un miglior baricentro. E poi ci sono i
rapporti del cambio accorciati, la modifica del tamburo cambio,
la valvola sullo scarico a monte del silenziatore di destra
ma, soprattutto, lo spettacolare scarico quadruplo.
Ciclistica: doppio trave vs tubolare con sottotelaio
Scelte molto diverse tra Yamaha e Kawasaki: la FZ1 è
equipaggiata con un telaio doppio trave in alluminio, molto
compatto, tanto da essere 89 mm più stretto di quello
della vecchia FZS1000 del 2005. E’ stato realizzato
a vantaggio della rigidità grazie a di spessori differenzi ati
(fino a 1 mm) dell’alluminio.
Più rigida quindi la zona del cannotto di sterzo e
quella del forcellone, più flessibili altre zone che
invece hanno necessità di zone a rigidità/torsione
differenziate. E poi ci sono i supporti motore rigidi (sono
6), in modo da rendere il motore appeso alla struttura principale
per una migliore maneggevolezza e stabilità.
…forcella rovesciata da 43 mm
La forcella della FZ1 è una bella rovesciata da 43
mm con funzionamento “separato”, in quanto nello
stelo sinistro si regola la compressione mentre a destra l’estensione,
sistema utilizzato in passato sulla M1 da MotoGP.
… e forcellone lungo, la sospensione lavora
meglio
Sempre sulla FZ1, c’è un forcellone lungo: ovvero
629 mm e + 50 mm di lunghezza in più ed è realizzato
con la tecnologia Yamaha legata alla pressofusione. Ottimale
la distribuzione dei pesi, con un carico del 51% davanti,
un interasse di 1.460 mm ed un’avancorsa pari a 109
mm. Ed anche l’impianto frenante non poteva che essere
all’altezza dei 150 Cv! Infatti, ci sono due dischi
da 320 mm serviti da pinze MOS a quattro pistoncini mentre
dietro c’è un disco da 245 mm con pinza flottante
a pistoncino singolo.
Z1000: si punta sul nuovo sottotelaio
Questo telaio con struttura tubolare vede la grande novità
nel sottotelaio del motore. Le sue quote ciclistiche la vedono
più corta della FZ1 con 1.445 mm di interasse e avancorsa
di 103 mm. La testa di sterzo è stata spostata più
avanti di 10 mm a vantaggio della reattività della
moto oltre che della risposta dello sterzo.
Il
telaio sottomotore in alluminio, ben visibile perché
taglia trasversalmente la moto nella zona motore, vanta attacchi
di nuova sistemazione, ora collocati non più davanti
alle testate ma davanti ai gruppi termici, più snelli
e vicini al baricentro della moto.
La forcella, da 41 mm, è anch’essa a steli rovesciati
mentre la sospensione posteriore Uni-Track monta un monoammortizzatore
ad azoto con serbatoio tipo piggy-back. Per la posizione di
guida infine, lo sterzo è molto vicino al pilota, mentre
la larghezza della sella è stata ridotta di 40 mm per
un design più sottile e migliore ergonomia globale.
Superfreni
per la Z1000
Intrigante anche l’impianto frenante sulla naked Kawasaki:
davanti c’è una coppia di dischi semi-flottanti
a margherita da 300 mm che lavorano in coppia con le bellissime
pinze a 4 pistoncini ad attacco radiale, fornendo così
al pilota una riserva di potenza frenante davvero illimitata.
Dietro invece, un disco singolo - sempre a margherita (scelta
dettata dal miglioramento delle masse non sospese e da peso
inferiore) - da 250 mm con pinza a singolo pistoncino.
La scheda tecnica della Yamaha FZ1
Motore
schema: 4 cilindri DOHC in linea 20 valvole
cilindrata 998 cc
quote vitali: 77x53,6 mm
rapporto di compressione: 11,5:1
potenza: 150 Cv a 11.000 giri
coppia: 10,8 kgm a 8.000 giri
Cambio: a sei rapporti con frizione in bagno d’olio
alimentazione: iniezione elettronica
capacità serbatoio: 18 litri.
Ciclistica
telaio: doppio trave in alluminio
interasse: 1.460 mm
inclinazione cannotto: 25°
lunghezza: 2.140 mm
peso a secco 194 kg
altezza sella: 815 mm
sospensione anteriore: forcella da 43 mm con regolazioni separate
a stelo
sospensione posteriore: forcellone oscillante
impianto frenante anteriore: doppio disco da 320 mm con pinze
a 4 pistoncini
impianto frenante posteriore: disco singolo da 245 mm con
pinza a pistoncino singolo.
La scheda tecnica della Z1000
Motore
schema: 4 cilindri DOHC in linea 16 valvole
cilindrata 953 cc
quote vitali: 77,2x50,9 mm
rapporto di compressione: 11,2:1
potenza: 125 Cv a 10.000 giri
coppia: 10,1 kgm a 8.200 giri
Cambio: a sei rapporti con frizione in bagno d’olio
alimentazione: iniezione elettronica sistema a doppia valvola
ovale da 36mm
capacità serbatoio: 18,5 litri.
Ciclistica
telaio: tubolare con sottotelaio motore in alluminio
interasse: 1.445 mm
inclinazione cannotto: 24,5°
lunghezza: 2.090 mm
peso a secco n.d.
altezza sella: n.d.
sospensione anteriore: forcella da 41 mm regolabile
sospensione posteriore: progressiva Uni-Track con mono regolabile
impianto frenante anteriore: doppio disco da 300 mm con pinze
radiali a 4 pistoncini
impianto frenante posteriore: disco singolo da 250 mm con
pinza a pistoncino singolo.
Prezzi:
Yamaha FZ1: 10.395,000€ f.c.
Kawasaki Z1000: 9.990,00 f.c.
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