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23/11/2007
- Honda Story
Honda VFR: la
moto con l’anima
di Fabio Caliendo
Ci sono delle moto che rimangono nella storia,
nel cuore degli appassionati. Dei veri e proprio miti su due
ruote. Questi oggetti, sono come dotati di un anima vera e
propria, che passa da modello a modello, o meglio, dalla base
di partenza, ad ogni successivo aggiornamento.
I buddisti credono nella reincarnazione, una sola anima che
passa diversi corpi, fino a raggiungere seguendo il cosiddetto
“Karma”, la perfezione attraverso distinti cammini
di vita e ad ogni azione, positiva o negativa compiuta, non
svanisce con il passare del tempo, bensì si fortifica.

Si può trasferire questo concetto anche
sulla regina delle sport-tourer, la Honda VFR, una moto nota
per l’estrema affidabilità, tale da far innervosire
i ricambisti, che ha subito diversi Karma, anno dopo anno,
alla ricerca della perfezione. Una qualità di guida
senza eguali, quel motore diverso, oseremo dire unico nel
panorama delle due ruote, quella ciclistica equilibrata, tutto
all’insegna della perfezione, una bilancia, che poche
moto possono vantare.
Il Karma della VFR, può essere rappresentato da diversi
passaggi, che abbiamo analizzato punto per punto, cercando
di capire come si è evoluto questo mezzo che si colloca
tra una sportiva pura e un mezzo prettamente da turismo. Una
via di mezzo, tra un bicilindrico e un quattro cilindri, una
via di mezzo...perfetta!
1985
Karma n.1
Gli amanti delle corse ricorderanno la RVF 750, una quattro
cilindri a V che portò ad aggiungere un trofeo nella
bacheca della Honda, in una delle più belle e blasonate
gare dell’epoca, il Bol d’or. Con l’occasione,
la Casa dell’ala dorata presentò la VFR 750 F,
una moto derivata da quella vincitrice, con un propulsore
V4, diverso dai 4 cilindri in linea e con una vera e propria
chicca da corsa: il comando della distribuzione a cascata
di ingranaggi.
L’estetica era raffinata, esclusiva, e l’eleganza
della sua “mise” monocromatica (bianca o blu),
non passava certo inosservata. Materiali nobili, come l’alluminio
per telaio e forcellone e un motore da ben 105 CV, facevano
il resto. Prestazioni e seduta comoda, una simbiosi perfetta
che accontentava un po’ tutti, dal motociclista sportivo
al mototurista che aggiungendo le borse laterali poteva macinare
chilometri con un discreto comfort.
I primi aggiornamenti arrivano nel 1988. I cerchi passano
da 16” a 17”, la VFR guadagna qualche cavallo
in più e le sospensioni sono ritarate. Lo sportivo
è così accontentato e il mototurista, grazie
ad un cupolino rialzabile, anche. La VFR all’epoca,
costa circa 11 milioni delle vecchie lire.
1990
Karma n.2
Siamo nell’87 e alla VFR 750 F, viene affiancata la
VFR 750 R che si presenta con le grafiche, ma soprattutto
con il Kit HRC, che la alleggerisce e ne aumenta le prestazioni.
La RC 30 (la versione pure-race), vince praticamente tutto!
Il Mondiale Superbike con Fred Merkel (’88 ed ’89),
il Mondiale F1, il Bol d’or, il Tourist Trophy, il Campionata
AMA Superbike e la Endurance 8 ore di Suzuka. Questa versione,
costa ben 22 milioni di lire, ma è una moto praticamente
pronto gara. Logico aspettarsi una VFR base su questo stile,
più sportiva quindi, ma Honda va nella direzione opposta,
rendendola più silenziosa, ma soprattutto più
ospitale per il passeggero. L’indirizzo è quello
del turismo, infatti la possibilità di abbassare la
marmitta per montare le borse laterali ne è la prova.
Peccato solo, che le sospensioni risultino piuttosto cedevoli
nell’uso in coppia. Il prezzo, era di circa 14 milioni
di lire.
1994
Karma n.3
Siamo circa a metà anni ’90 e guardandoci intorno,
notiamo una tendenza del settore moto, verso lo sport. Basta
guardare la CBR900RR per rimanere in “casa”, la
ZX-9R per Kawasaki, la serie GSX-R per la Suzuki, nelle cilindrate
750 e 1100, le FZR per Yamaha, per capire che anche VFR, deve
tornare a riconquistare l’utenza sportiva. Ecco che
di conseguenza arrivano nuovi carburatori a valvola piatta
(però di diametro inferiore), un’erogazione vigorosa
e quel doppio faro anteriore, decisamente più attuale
e sportivo. L’apparenza inganna, il V4 rimane sotto
i 100 CV e un silenziatore più soffocato, limita i
dB. La sport tourer Honda però, resta la moto più
completa in assoluto per l’utilizzo stradale e resta
così ai vertici delle classifiche di mercato.
1998
Karma n.4
VFR si rifà il trucco, arrivano delle linee più
da moto da viaggio, una carena diversa, più protettiva
e un fanale anteriore rivisto, in un pezzo unico, ma con il
perimetro che richiama lo sdoppiato precedente. Il codone
posteriore è più “filante” ed il
fanale integra le frecce. Oltre alla maturità estetica,
arrivano 50 cc3 in più, l’iniezione elettronica,
ma soprattutto ben 10 CV. Tutta questa potenza, è tenuta
a bada da un rinnovato impianto frenante, il Dual CBS, che
ripartisce la frenata tra asse anteriore e posteriore. Due
anni dopo, il catalizzatore per rientrare nelle severe norme
antinquinamento. Una moto completa, sempre più equilibrata
ed alla ricerca della perfezione assoluta.
2002
Karma n.5
Siamo prossimi ai giorni nostri e, questa è l’ultima
fondamentale evoluzione della reginetta del turismo. L’estetica
è completamente rifatta ed è all’insegna
dello “spigolo vivo”. Il fanale anteriore ha un
design futuristico, quasi da concept bike, il fanale posteriore
ha una forma molto simile ad un triangolo. Cambiamento oltre
che estetico, tecnico, le marmitte. Si opta per dei terminali
sottosella, che se da una parte rendono la vita facile al
carico dei bagnagli, all’estetica e al CX della moto,
scaldano un po’ troppo le parti basse del passeggero.
Altro cambiamento importante è l’adozione della
fasatura V-Tec che sostituisce la distribuzione a cascata
di ingranaggi. Questa evoluzione, sarà oggetto di discussione
tra gli appassionati, perché se da una parte c’è
un progresso a livello tecnico, dall’altra non permette
la guida estremamente pulita del vecchio propulsore.
2004 in poi Karma n.6
Pochi gli aggiornamenti, ma tutti tesi alla perfezione, come
l’aggiunta dell’hazard (quattro frecce d’emergenza)
e nuove colorazioni nel 2004, piccoli ritocchi estetici, Euro
3 e migliore fase di transizione al passaggio dalle 2 alle
4 valvole per il 2006.
Nel 2007, poco altro, la conferma del modello con l’ABS
e piccole rifiniture, per quella che se già nel lontano
1985 era una moto perfetta, oggi, lo è più che
mai.
Nei prossimi giorni, potrete leggerne la prova ed un interessante
approfondimento tecnico sul motore, il V4 V-Tec, stay tuned!
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