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  SUZUKI BANDIT 650 S
 

29/5/2007
Suzuki Bandit 650 S: il bandito gentiluomo
di Andrea Di Marcantonio
“Certo questa nuova Bandit 650 è davvero piacevole da guidare. Il suo look più teso, il nuovo motore più armonioso, il rinnovato comfort, ne fanno davvero una bellissima media, una moto da utilizzare ogni giorno, sui percorsi casa/lavoro, oppure pensando alla vacanza.

Bandit si rinnova e lo fa alla grande, con un pacchetto tecnico convincente sempre e comunque. Il tutto nel solito ed inconfondibile stile Suzuki”.

Stile che convince anche in sella
La prima impressione a bordo è di un grande confort globale: il piano sella, posizionato alla giusta altezza e, tra l’altro, regolabile, offre ad ogni tipologia di utenza le quote giuste per un controllo totale della moto. I comandi, pratici ed immediati, sono tutti accessibili e ben visibili, mentre le pedane (anteriori e posteriori) sono posizionate in modo da garantire una corretta ergonomia sia per il pilota che per il passeggero.

Questa versione S poi, è molto più sfruttabile sulle lunghe distanze: merito della filante semicarena che offre un riparo sicuro dal vento quando si viaggia a velocità da crociera.

La sella è comoda, spaziosa e con una spugna mai troppo rigida e questo, sulle lunghe distanze, fa si che non ci si accorge di aver percorso molti chilometri senza fermarsi.

Motore pastoso sempre
Il nuovo quattro cilindri Suzuki è davvero bello da usare: in città è fluido e regolare, mai troppo rumoroso, mentre fuori città si mostra potente ma mai troppo esuberante nel tirar fuori tutta la sua cavalleria.

L’erogazione quindi è pastosa ad ogni regime mentre i giri salgono gradualmente senza picchi o punte eccessive di aggressività. Il lavoro sulla distribuzione e sulla fasatura si sente eccome quindi, e questo a vantaggio di una guida rilassata, anche se, all’occorrenza, i cavalli vengono fuori ma mai in modo invadente. Il tasso di vibrazioni è praticamente nullo, se non in rilascio e attorno ai 7.500 giri indicati, range in cui si avverte una leggera risonanza sulle pedane e sul manubrio.

Ottimo cambio, frizione eccellente
L’ottima spaziatura del cambio ne facilita l’utilizzo in città per scorrevolezza con i rapporti che entrano sempre dolcemente poggiando delicatamente il piede sulla leva cambio. Gli innesti sono sempre precisi, merito anche di un comando frizione morbido e di un funzionamento ottimale della frizione stessa.

Su strada è sempre docile e facile da guidare
Guidare la new Bandit 650 è davvero un piacere. Le quote abbastanza agili, il peso contenuto ed una posizione di guida pensata per un utilizzo totale, ne fanno una moto veramente interessante per una fascia d’utenza quanto mai ampia. Buono il comportamento della ciclistica, con sospensioni morbide, tarate per le “difficoltà” urbane ma, soprattutto, per grande comfort in sella sia per il pilota che per il passeggero.

La forcella ed il mono posteriore, lavorano all’unisono per garantire quel gradiente di assetto mai troppo morbido ma nemmeno troppo rigido. L’idraulica quindi funziona molto bene ed anche se sulle prime si ha l’impressione di stare in sella ad una moto prevalentemente morbida, se ne apprezza poi con i chilometri che questa è la taratura ottimale per la media tuttofare Suzuki. Le reazioni non sono mai brusche quindi, anche se la moto mostra qualche indolenza nelle traiettorie più spigolose. Meglio condurla cercando di disegnare il percorso piuttosto che imporgli linee sportive sia in ingresso che a centro curva.

Freni sempre all’altezza
Più che onesto – ma soprattutto sincero – il funzionamento dell’impianto frenante: il doppio disco anteriore, morde deciso ed è in grado di assicurare spazi di frenata di tutto rispetto con una sorprendente modulabilità sulla leva freno anteriore. Anche l’unità singola posteriore aiuta non poco, specie quando alle vostre spalle c’è il passeggero. La frenata è precisa e sostanziosa sia a bassa che ed alta velocità, con una “riserva” di potenza nella seconda parte del tratto di corsa della leva freno anteriore.

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