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8/7/2009
Piaggio MP3 Hybrid: tecnologia ed ambiente
di Fabio Caliendo
Chiudiamo gli occhi e prendiamo successivamente un bel respiro
profondo. Immaginiamo di essere in uno splendido parco in
piena città, qualcosa tipo il Central Park di New York.
Le nostre orecchie avvertono i passi di un anziano signore,
la carrozzina con dentro un neonato che ride, gli uccellini
cinguettare, i passi veloci di una persona che fa jogging,
le gomme di una bicicletta che corrono veloci sulla pista
ciclabile... E ancora, se ci concentriamo un po’ udiamo
il vento e l’insetto che ci sfiora la nuca. Le narici
odorano il profumo dell’erba appena tagliata e l’odore
del vicino stagno dove nuotano i pesci rossi sotto qualche
anatra e qualche cigno che si gode la fresca acqua. Apriamo
gli occhi, e ciò che vediamo non è solo quanto
descritto sopra, bensì uno scooter di colore bianco
che attraversa poco più che a passo d’uomo il
parco. Ci sforziamo di sentire un motore, ma non v’è
alcun rumore, se non quello dei pneumatici e del guidatore
che canta a voce bassa Volare di Domenico Modugno.
Impossibile? Oggi non più, grazie al nuovo Piaggio
MP3 Hybrid che fa del suo motore ibrido una nuova arma tecnologica.
Gli ecologisti grideranno al miracolo, e forse anche gli estremisti
di Greenpeace per una volta saranno contenti e felici di cosa
è in grado di fare lo sviluppo economico.

MP3 nasce nel 2006, e appena dopo tre anni, il Gruppo Piaggio
in collaborazione con l’Università di Pisa propone
un prodotto non solo completamente italiano, ma innovativo.
Lo scooter più venduto in Francia, raccoglie in sé
tre importanti punti fondamentali: traffico, sicurezza ed
ambiente. Questi sono stati i tre perni su cui Piaggio ha
sviluppato l’MP3. Un mezzo che fosse adatto al traffico
e che consentisse di svincolare nello stesso; sicuro, perché
grazie alle tre ruote può affrontare binari del tram,
porfido e bagnato in sicurezza, ambiente, perché ora
è anche più che ecologico grazie a consumi che
si riducono del 50% rispetto ad un normale mezzo a propulsione
termica.
La cilindrata di 125 cc consente poi la guida con la patente
B. Consumi bassi, inquinamento inferiore e possibilità
di circolare in zone dove solitamente si può avere
accesso sì con le due ruote, ma a pedali.

Sono sempre io
L’MP3 Hybrid è come quello che conosciamo tutti.
La differenza all’esterno sta nella strumentazione,
chiara e ben leggibile e nel piccolo pannello al centro dei
due strumenti analogici che fornisce i dati utili a selezionare
le modalità. Scompare il sottosella vero (dove trovano
posto le batterie), ma rimane lo spazio per mettere un casco
integrale nel vano posteriore. Bellissima la colorazione bianca,
accostata a plastiche di discreta fattura che vanno a rivestire
la parte visibile da seduti di colore blu chiaro, elegante
e ben accostato. La seduta dunque è la medesima, mentre
al manubrio destro c’è un tasto in più,
il “bottone magico” che consente di selezionare
le modalità.
Villa Borghese, ma con rispetto
Dal Central Park, volate con l’immaginazione a Roma,
Caput Mundi. L’MP3 Hybrid è parcheggiato lì
vicino, con il muso in discesa, fermato non solo dal freno
a mano, ma dal marciapiede. Ruotiamo la chiave, accendiamo
lo scooter, togliamo il freno a mano, disinseriamo il blocco
della sospensione anteriore e proviamo a selezionare la retromarcia.
Un click al “pulsante magico” e si può
cercare l’impostazione desiderata; la retro in questo
caso. Confermiamo la selezione tenendo premuto per tre secondi
il pulsantino. La retro è “inserita”: progressiva
rotazione del gas e l’MP3 HYB va indietro. Pulsantino,
confermiamo dopo tre secondi ed eccoci in “Hybrid Power”:
rotazione del gas e sorpresa, altro che 125, la spinta è
da 250! I primi metri passano così veloci, e successivamente
la spinta si affievolisce. La maneggevolezza ne risente, i
trenta chili in più si avvertono, questo è poco
ma sicuro, ma l’handling è comunque di tutto
rispetto. Il problema avviene nelle inversioni ad “U”,
dove occorre un po’ di concentrazione in più.

Il cartello di divieto è lì che ci guarda ed
è come se esclamasse: “Tu inquini, puzzi e qui
non puoi entrare!”. Poco male, “bottoncino magico”
e lo scooter si spegne. Il cartello di divieto ci guarda e
nella nostra mente prende una forma ellittica, come se sorridesse.
Silenzio e rispetto dunque, per uno dei parchi più
belli di Roma, Villa Borghese. La velocità massima
è limitata a 30 Km orari, roba da bicicletta. Gli anziani
ci scrutano dalle panchine, la mamme con i passeggini stanno
per sgridarci ma desistono, non stiamo facendo del male a
nessuno e soprattutto i loro pargoli continuano a respirare
l’aria pulita degli alberi. Passano dei poliziotti a
cavallo, ci guardano dall’alto, uno ci sorride. Una
pattuglia della Municipale ci ferma. Controllo dei documenti
e braccia aperte. Niente multa! Rispetto e per noi, gran soddisfazione:
“gli unici che stanno inquinando qui dentro, siete voi
con il furgone!”. Gas, discreto spunto fino a 20 orari
e via verso l’uscita.
Batteria scarica, no problem!
Lo strumento sulla sinistra indica che stiamo in riserva di
batteria. Usciamo dal parco e tramite il “bottone magico”
selezioniamo la modalità “Hybrid Charge”.
Se nella modalità ibrida di prima le batterie ricaricavano
solo in frenata, ora il propulsore, sia esso in accelerazione
o frenata, o fermo al semaforo, ricarica la batteria. Puntiamo
verso la base, ci concediamo qualche piega in sicurezza, e
qui occhio, il cavalletto centrale al lato sinistro tocca
troppo presto se si esagera ed è un attimo fare perno.
Lo stesso cavalletto ha una leva molto lunga sulla sinistra,
proprio per proteggere il carter dove è sito il propulsore
elettrico.
Siamo alla base, un occhio ai consumi ed il pensiero si divide
in due: a destra, c’è quello verso l’ecologia;
sappiamo di aver inquinato molto meno. A sinistra, c’è
il portafogli; abbiamo speso meno di un euro per girare. Tecnologia,
unita al rispetto per l’ambiente e perché no,
al portafogli!
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