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Testata giornalistica reg. n°207/2008 del 13/5/2008 c/o Tribunale di Roma
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  HONDA GL1800 Gold Wing
 

4/7/2008
Honda GL1800 Gold Wing: una moto chiamata relax
di Fabio Caliendo
Enorme, mastodontica, grande, gigantesca, smisurata, colossale, imponente, ampia, abbondante, tutti sinonimi per identificare l’ammiraglia Honda. Il significato è sempre quello, e la Gold Wing viene identificata come la Top Class del mercato moto. Nulla è più lussuoso e sfarzoso di lei.
Ci si avvicinano la Kawasaki GTR1400 e la BMW K1200GT, che però trovano confronto sempre in Casa Honda, ma con la più “piccola” ST1300 Pan-European. Se parlassimo in campo automobilistico, diremmo sicuramente Rolls-Royce. E se quest’ultima è l’Auto con la “a” maiuscola, scelta dalla Regina d’Inghilterra, è proprio la Gold Wing vi farà sentire dei re della strada.
Certo vederla parcheggiata non ispira molto divertimento, pare goffa a causa delle sue dimensioni da rinoceronte, ma saliti in sella...

Il... divano di casa mia
Se siete i tipi da divano della domenica, forse troverete una buona compagna. Avvicinandosi, basta un click sul telecomando ché le quattro frecce lampeggino. Tolto l’antifurto ed inserita la chiave, l’albero di natale si accende. Il quadro non ha nulla da invidiare ad un’auto, anzi, ha molto di più di una utilitaria. Il monitor ci da il buongiorno e la radio ci fa capire che sarà un viaggio all’insegna del relax totale. Il caso vuole che trasmettano “Born to be wilde” di Mars Bonfire, cantata dai canadesi Steppenwolf, sinonimo di libertà e di selvaggio. Ci accomodiamo sulla poltrona in pelle, confortevole come nemmeno il divano di casa può essere. Il plexiglas del cupolone, rigorosamente pulito perché altrimenti non si vede e start. Il sibilo del sei cilindri non disturba la radio. Afferriamo il “bue per le corna” e scopriamo un manubrio dove le braccia poggiano in totale riposo. Si fa forza per tirarla su dal cavalletto. Piedi ben piazzati sempre, e attenzione al fondo stradale, basta un minimo di sporco per perdere aderenza con i piedi. La passeggera sale, e si accomoda in uno spazio due posti. Gomiti sulla carena per lei e pennichella assicurata!

Auto o moto?
Frizione morbida, marcia inserita e via. Basta solo lasciare la frizione perché si faccia strada. Essendo tanta la coppia del motore bisogna dosarla bene nelle manovre, altrimenti la moto scappa via. Le gambe formano un angolo di 90°, mentre il lombare della schiena poggia sullo schienalino, semplicemente fantastico.
La coppia del motore è meravigliosamente...tanta. Sembra un diesel, in qualsiasi marcia basta aprire per fare strada. Il cambio è preciso anche se leggermente ruvido in scalata. Anche a mille giri, con la quinta marcia inserita, si sfiora il gas e il motore spinge. I cavalli non sono moltissimi, ma la coppia esagerata non ne fa sentire il bisogno. Stiamo ancora prendendo le misure, cercando di capire se la regina dell’”ala d’orata” sia più auto, o più moto.

Dalla città all’autostrada, un passo breve
La città di certo non fa per lei, si fatica nel traffico ad infilarsi tra le auto, ma c’è molto sterzo e anche alle basse velocità sorprende per l’agilità. Mai ci saremmo aspettati un comportamento simile. Ad una stop un’auto non ci da la precedenza, suoniamo il clacson e...sorpresa, la “voce” è quella di un’ auto!
Lasciata la città imbocchiamo l’autostrada, la protezione a velocità codice è praticamente totale e la turbolenza interessa appena i gomiti. Con il casco jet non servono nemmeno gli occhiali tanto è il riparo. Decisa la velocità da tenere attiviamo il Cruise Control al manubrio destro. Il polso ringrazia, il comfort, aumenta. Basta sfiorare i freni perché il sistema si disattivi rapidamente. Le vibrazioni, a qualsiasi regime, sono praticamente insistenti: pedane, sella, manubrio, tutto liscio come l’olio.

Percorsi guidati nel comfort
Lasciata l’autostrada ci immettiamo in un percorso collinare. Anche con una marcia in più il motore permette galvanizzanti accelerazioni. La maneggevolezza tra le curve stupisce vista la velocità di risposta: per quanto il peso ci sia, la Gold Wing è reattiva nei destra-sinistra. La tenuta è buona, compatibilmente con il peso, che fa mostrare il limite nei tornantini, soprattutto se in discesa. La taratura delle sospensioni è quindi decisamente azzeccata, ed il telaio, soprattutto nei curvoni veloci permette velocità di tutto rispetto. Unico limite, le pedane, che toccano troppo presto l’asfalto. Così mentre la musica ci accompagna, ed il contagiri sale e scende senza nessun problema anche in quarta marcia, apprezziamo la frenata integrale. Per rallentare basta e avanza il pedale posteriore che va ad agire anche su un pistoncino anteriore. Se serve, la leva al manubrio permette di frenare con potenza e con un’ottima modulabilità. Solo a velocità bassa e con il solo pedale posteriore sfiorato, si sente qualche leggerissima vibrazione al manubrio, magari da imputare alle pastiglie non nuovissime. Rimanendo all’impianto frenante, l’ABS è perfetto, anche se difficilmente si è prossimi al bloccaggio visto il peso.

Le pause non vengono effettuate per indolenzimenti soliti a schiena o sedere, o per autonomia della benzina, bensì per ammirare i paesaggi, da buon mototurista. Ecco che per parcheggiare viene in soccorso la retromarcia elettrica. Basta un tastino...e con passeggero e bagagli si fa manovra. Bisogna solo prestare attenzione alle inversioni in contropendenza, essere pronti a dare un filo di gas può salvare in diverse occasioni. Abbiamo citato i bagagli. La passeggera ringrazia, forse non potrà portarsi il beauty-case da casa, ma lo spazio è tanto. Il baule posteriore è decisamente ampio e le carenature posteriori laterali offrono un discreto spazio.

La GL1800 è disponibile nelle seguenti colorazioni: Black-Z, Caliente Red Metallic e Billet Silver Metallic.
Insomma Gold Wing non è solo un divano.
Posata in garage la guardiamo con il sorriso: “Auto? No, sei decisamente più moto!”.

 

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