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23/7/2007
Scarabeo: il mito si rinnova
di Andrea di Marcantonio
“Originale l’ellisse con la sua forma che sembra
diluirsi nelle spazio. Spazio nuovo che si apre davanti ad
un nome che percorre ancora una volta la strada delle tendenza.
Fashion di un concetto legato da un lato allo stile retrò,
dall’altro ad un panorama dove Aprilia Scarabeo vuole
abitare e vivere. Contesto urbano dove la mobilità
viene inventata, cavalcata con stile ed originalità
italiana”.

Il nuovo Scarabeo dunque, è forte di un’originalità
che tanto piace al pubblico. La sue forme, su cui spiccano
leggere alcune note del passato remoto del “vecchio”
Scarabeo, rimangono fedeli ad uno stile assolutamente unico,
che ben si integra con la città ed i suoi rumori metropolitani.
Anche le due cubature da 125 e 200 cc, sono azzeccate quanto
lo è questa nuova edizione di Scarabeo, presentato
a Milano in un contesto informale e naturale, al centro della
città, anche se lontani dal caos di un’attivissima
metropoli che non è mai stanca di vivere.
Comodo e molto protettivo
Proprio così. New Scarabeo accoglie davvero in modo
avvolgente il suo pilota ed il passeggero. A bordo c’è
tanto spazio “abitabile”, grazie e dimensioni
“interne” molto diluite ed adatte un po’
a tutte le taglie.
Le gambe poggiano ferme sulla pedana piatta, spaziosa ed
in grado di ospitare la classica borsa da palestra o quella
della spesa; e sono ben riparate dagli agenti atmosferici,
visto che rimangono quasi nascoste da uno scudo di generose
dimensioni. Azzeccata anche la posizione del manubrio con
i comandi tutti a portata di mano ed una larghezza globale
mai eccessiva, sia dell’elemento di sterzo che dell’intera
area frontale. Questo facilita i passaggi tra le auto incolonnate
o gli spostamenti tra un’auto e l’altra. Molto
buona la visibilità posteriore garantita dagli specchietti
retrovisori.
La strumentazione è completa ed offre la doppia lettura
analogico/digitale sempre con grande precisione. Si può
passare tra le varie funzioni senza distrarsi dalla guida,
visto che numeri e lettere sono – in lettura –
tutte di dimensioni sufficienti ad essere individuati con
rapidità.
La
sella è un po’ dura…
In effetti la seduta, pur essendo molto spaziosa, rimane un
po’ dura specie nel primo tratto. Per chi è abituato
a guidare in posizione molto avanzata questa caratteristica
influenzerà sul comfort globale, specie se in sella
allo scooter si percorreranno parecchi chilometri. Corretto
l’angolo che si crea tra gambe e braccia/busto, il corpo
infatti assume una postura tendente verso l’alto, anche
in virtù di un’imbottitura sella poco cedevole
una volta seduti.
Sospensioni a posto, un po’ brusche sul pavè
Abbiamo provato Scarabeo 125/200 in città e quindi
il pavè è stato un elemento incontrato spesso
durante la strada percorsa. Questo ci è servito a capire
che la taratura delle sospensioni dello scooter Aprilia sono
tendenti ad assorbire in modo deciso tutte le asperità
del terreno.
La forcella risponde molto bene sia sul pavè che sui
tratti dove ad esempio le ruote trovano le rotaie o piccole
buche in sequenza. Solo il ritorno ci è parso un po’
brusco mentre i trasferimenti di carico in frenata non sono
mai eccessivi. La coppia di ammortizzatori posteriori invece,
lavora in modo ed assicura sempre un buon comfort generale.
Buoni i freni, ma l’anteriore è un po’
spugnoso
L’apporto del sistema di frenata combinata è
notevole. L’impianto anteriore funziona bene, anche
se la risposta sulla leva risulta un po’ spugnosa e
la ruota anteriore, insistendo con la pressione, arriva spesso
al bloccaggio, cosa che su altri “combinati” accade
di rado.
La forza frenante è comunque buona, ma manca un po’
di modulabilità. Gli spazi in cui Scarabeo si ferma
sono comunque contenuti, anche per merito del diametro generoso
del disco anteriore. Ottimo invece il funzionamento dell’impianto
posteriore, ben modulabile e difficilmente propenso al bloccaggio.
I motori: poco potente e brillante il 125, generoso
il 200 cc
Li abbiamo lasciati per ultimi. L’unità motrice
di Scarabeo è del tutto nuova sotto ogni punto di vista.
Contrariamente a quanto accade per altri veicoli motorizzati
Piaggio, Scarabeo monta un monocilindrico bialbero totalmente
nuovo e molto compatto, prodotto da Aprilia (ipotizzabile
lo zampino Rotax?).
Nell’area dedicata alla tecnica ci siamo chiesti il
perché del mancato impiego dell’iniezione elettronica,
oggi ampiamente montata dal 99% dei competitor. La risposta
non poteva che essere ovvia e cioè che questo motore,
nonostante sia alimentato con carburatore, rientra perfettamente
nella normativa Euro3.
Aprilia quindi non ha ritenuto importante equipaggiare Scarabeo
con l’iniezione elettronica ed anzi ne fa una peculiarità
tecnica che porta avanti con fermezza anche in funzione della
tipologia di oggetto, in netta controtendenza con il resto
dei veicoli e forte di una propria natura eclettica.
Ma, nonostante le dichiarazioni dello staff di Noale –
tra l’altro anche un po’ “infastidito”
dal nostro approfondimento che aveva il solo scopo di capire
meglio come stanno le cose – una vera risposta non c’è
stata se non che questo scooter consuma poco e va già
molto bene così…Tra l’altro verrà
montato esclusivamente solo su Scarabeo.
Le prestazioni del 125 cc sono modeste ma comunque allineate
alla concorrenza: l’erogazione, in entrambe le cubature,
è molto fluida e pulita a qualsiasi regime operativo.
il 125 cc gira un po’ di più ma fa meno strada,
mentre il 200 cc spinge non tantissimo da fermo (forse la
taratura del gruppo frizione variatore è volutamente
morbida) ma, in allungo, esprime un buona potenza. Il bialbero
“quattrovalvole” più dotato, si fa sentire
oltre un certo regime, sempre con un ottimale rapporto tra
comando del gas e potenza erogata.
Certo per un motore così, avremmo preferito maggiore
aggressività al semaforo o, comunque, maggior vigore
nei primissimi metri da fermo. Questo di fatto limita un po’
il piacere di schizzare via per primi o di bruciare gli altri
al semaforo, anche se Scarabeo probabilmente bada poco a questo
aspetto legato alla grinta sportiva.
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