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Testata giornalistica reg. n°207/2008 del 13/5/2008 c/o Tribunale di Roma
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  APRILIA SCARABEO
 

23/7/2007
Scarabeo: il mito si rinnova
di Andrea di Marcantonio
“Originale l’ellisse con la sua forma che sembra diluirsi nelle spazio. Spazio nuovo che si apre davanti ad un nome che percorre ancora una volta la strada delle tendenza. Fashion di un concetto legato da un lato allo stile retrò, dall’altro ad un panorama dove Aprilia Scarabeo vuole abitare e vivere. Contesto urbano dove la mobilità viene inventata, cavalcata con stile ed originalità italiana”.

Il nuovo Scarabeo dunque, è forte di un’originalità che tanto piace al pubblico. La sue forme, su cui spiccano leggere alcune note del passato remoto del “vecchio” Scarabeo, rimangono fedeli ad uno stile assolutamente unico, che ben si integra con la città ed i suoi rumori metropolitani.

Anche le due cubature da 125 e 200 cc, sono azzeccate quanto lo è questa nuova edizione di Scarabeo, presentato a Milano in un contesto informale e naturale, al centro della città, anche se lontani dal caos di un’attivissima metropoli che non è mai stanca di vivere.

Comodo e molto protettivo
Proprio così. New Scarabeo accoglie davvero in modo avvolgente il suo pilota ed il passeggero. A bordo c’è tanto spazio “abitabile”, grazie e dimensioni “interne” molto diluite ed adatte un po’ a tutte le taglie.

Le gambe poggiano ferme sulla pedana piatta, spaziosa ed in grado di ospitare la classica borsa da palestra o quella della spesa; e sono ben riparate dagli agenti atmosferici, visto che rimangono quasi nascoste da uno scudo di generose dimensioni. Azzeccata anche la posizione del manubrio con i comandi tutti a portata di mano ed una larghezza globale mai eccessiva, sia dell’elemento di sterzo che dell’intera area frontale. Questo facilita i passaggi tra le auto incolonnate o gli spostamenti tra un’auto e l’altra. Molto buona la visibilità posteriore garantita dagli specchietti retrovisori.

La strumentazione è completa ed offre la doppia lettura analogico/digitale sempre con grande precisione. Si può passare tra le varie funzioni senza distrarsi dalla guida, visto che numeri e lettere sono – in lettura – tutte di dimensioni sufficienti ad essere individuati con rapidità.

La sella è un po’ dura…
In effetti la seduta, pur essendo molto spaziosa, rimane un po’ dura specie nel primo tratto. Per chi è abituato a guidare in posizione molto avanzata questa caratteristica influenzerà sul comfort globale, specie se in sella allo scooter si percorreranno parecchi chilometri. Corretto l’angolo che si crea tra gambe e braccia/busto, il corpo infatti assume una postura tendente verso l’alto, anche in virtù di un’imbottitura sella poco cedevole una volta seduti.

Sospensioni a posto, un po’ brusche sul pavè
Abbiamo provato Scarabeo 125/200 in città e quindi il pavè è stato un elemento incontrato spesso durante la strada percorsa. Questo ci è servito a capire che la taratura delle sospensioni dello scooter Aprilia sono tendenti ad assorbire in modo deciso tutte le asperità del terreno.

La forcella risponde molto bene sia sul pavè che sui tratti dove ad esempio le ruote trovano le rotaie o piccole buche in sequenza. Solo il ritorno ci è parso un po’ brusco mentre i trasferimenti di carico in frenata non sono mai eccessivi. La coppia di ammortizzatori posteriori invece, lavora in modo ed assicura sempre un buon comfort generale.

Buoni i freni, ma l’anteriore è un po’ spugnoso
L’apporto del sistema di frenata combinata è notevole. L’impianto anteriore funziona bene, anche se la risposta sulla leva risulta un po’ spugnosa e la ruota anteriore, insistendo con la pressione, arriva spesso al bloccaggio, cosa che su altri “combinati” accade di rado.

La forza frenante è comunque buona, ma manca un po’ di modulabilità. Gli spazi in cui Scarabeo si ferma sono comunque contenuti, anche per merito del diametro generoso del disco anteriore. Ottimo invece il funzionamento dell’impianto posteriore, ben modulabile e difficilmente propenso al bloccaggio.

I motori: poco potente e brillante il 125, generoso il 200 cc
Li abbiamo lasciati per ultimi. L’unità motrice di Scarabeo è del tutto nuova sotto ogni punto di vista. Contrariamente a quanto accade per altri veicoli motorizzati Piaggio, Scarabeo monta un monocilindrico bialbero totalmente nuovo e molto compatto, prodotto da Aprilia (ipotizzabile lo zampino Rotax?).

Nell’area dedicata alla tecnica ci siamo chiesti il perché del mancato impiego dell’iniezione elettronica, oggi ampiamente montata dal 99% dei competitor. La risposta non poteva che essere ovvia e cioè che questo motore, nonostante sia alimentato con carburatore, rientra perfettamente nella normativa Euro3.

Aprilia quindi non ha ritenuto importante equipaggiare Scarabeo con l’iniezione elettronica ed anzi ne fa una peculiarità tecnica che porta avanti con fermezza anche in funzione della tipologia di oggetto, in netta controtendenza con il resto dei veicoli e forte di una propria natura eclettica.

Ma, nonostante le dichiarazioni dello staff di Noale – tra l’altro anche un po’ “infastidito” dal nostro approfondimento che aveva il solo scopo di capire meglio come stanno le cose – una vera risposta non c’è stata se non che questo scooter consuma poco e va già molto bene così…Tra l’altro verrà montato esclusivamente solo su Scarabeo.

Le prestazioni del 125 cc sono modeste ma comunque allineate alla concorrenza: l’erogazione, in entrambe le cubature, è molto fluida e pulita a qualsiasi regime operativo. il 125 cc gira un po’ di più ma fa meno strada, mentre il 200 cc spinge non tantissimo da fermo (forse la taratura del gruppo frizione variatore è volutamente morbida) ma, in allungo, esprime un buona potenza. Il bialbero “quattrovalvole” più dotato, si fa sentire oltre un certo regime, sempre con un ottimale rapporto tra comando del gas e potenza erogata.

Certo per un motore così, avremmo preferito maggiore aggressività al semaforo o, comunque, maggior vigore nei primissimi metri da fermo. Questo di fatto limita un po’ il piacere di schizzare via per primi o di bruciare gli altri al semaforo, anche se Scarabeo probabilmente bada poco a questo aspetto legato alla grinta sportiva.

 

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