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Testata giornalistica reg. n°207/2008 del 13/5/2008 c/o Tribunale di Roma
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  KAWASAKI KLX450R
 

11/7/2007
SOS, avvistamento U.F.O.
di Fabio Caliendo
Navicella topfuel.it, messaggio di allerta per oggetto non identificato di colore verde...
No, non siamo impazziti, ma mentre leggete questa, staremo provando il nuovo missile da enduro, con il quale la Kawasaki si propone di sbaragliare la concorrenza. E’ verde, proprio come gli esseri extraterrestri dei nostri films di fantascienza e casualmente, la proveremo nel Poligono Militare di Foce Reno (niente Area 51 fortunatamente), in quel di Ravenna. L’oggetto con il quale cercheremo di schivare le mostruose zanzare delle Valli di Comacchio è la KLX450R.
La scuola di enduro europea, vede le moto per la specialità, realizzate in maniera completamente differente rispetto ai modelli da cross. Quella giapponese invece solitamente adatta i modelli da cross, all’uso enduro, dotandole di fanali, tachimetro e poc’altro ancora, ma fortunatamente qui c’è la svolta. Bussa alla porta in un segmento dove tra le jap ci sono solo l’Honda CRF450X e la Yamaha WR450F.

Evoluzione verde
Finalmente la casa di Akashi ritorna nel mondo dell’enduro, un settore occupato negli anni ’90 dalle vecchie ma ottime KLX nelle cilindrate 250\300 e 650 per rimanere nella casa delle verdone. Queste erano però delle dual-sport, moto adatte a fare enduro, come per fare trasferimenti su asfalto senza nessun problema. Il mercato però, richiede mezzi più specialistici ed ecco che Kawasaki, prima debutta con l’apprezzatissima moto da cross KX450F ben due anni fa (una cross con targa e fanali adattata all’enduro) e ora prova a fare la voce grossa con una enduro 4 tempi, leggera, veloce, per infilarsi nelle mulattiere cattive e per fare il tempo nel fettucciato.
Le modifiche alla KX450F sono pregevoli. Il telaio è lo stesso, il perimetrale in alluminio, ma il motore ha una messa a punto differente per avere più coppia ai bassi grazie anche alle valvole ridotte di circa 1mm. Il cambio è a 5 rapporti fortemente intervallati e nemmeno a parlarne, c’è il bottoncino rosso che tanto aiuta quando manca il fiato al pilota. La frizione è rivista e a detta dei tecnici ora è più morbida. Taratura diversa per le sospensioni, studiate per l’enduro e non per whoops (veloci saliscendi vicinissimi che troviamo nel supercorss) e panettoni con salti doppi o tripli.

Look innovativo
Esteticamente è la solita Kawa, verde con piccoli inserti di adesivi neri e bianchi che incattiviscono quel che basta un mezzo che solo a guardarlo richiama al racing. Sicuramente ciò che risalta di più all’occhio è la mascherina anteriore. Il family feeling è quello delle naked. Infatti non si può non notare la somiglianza con la serie “Z” che ha avuto tanto successo sul nostro mercato nel settore nude. Una sorta di baffo all’insù quindi, che dona cattiveria e che finalmente offre qualcosa di diverso nel settore enduro. Altro segno distintivo del mezzo è il piccolo fanale a led integrato nel paraspruzzi, che sicuramente non basterà per ottenere l’omologazione, ma ha un bellissimo impatto visivo.
Il serbatoio nero nascosto dalle fiancatine verdi guadagna in capienza (vedremo se darà fastidio tra le gambe) ed è “spezzato” dalla sella bicolore che a sua volta crea un’inversione di colori con il codino. Particolari da moto da strada che denotano una certa cura e ricercatezza nel design.
E ora scusateci, ma montiamo in sella e prestissimo vi diremo come va questo extraterrestre verde, rimanete in linea.

 

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