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11/7/2007
SOS, avvistamento U.F.O.
di Fabio Caliendo
Navicella topfuel.it, messaggio di allerta per oggetto non
identificato di colore verde...
No, non siamo impazziti, ma mentre leggete questa, staremo
provando il nuovo missile da enduro, con il quale la Kawasaki
si propone di sbaragliare la concorrenza. E’ verde,
proprio come gli esseri extraterrestri dei nostri films di
fantascienza e casualmente, la proveremo nel Poligono Militare
di Foce Reno (niente Area 51 fortunatamente), in quel di Ravenna.
L’oggetto con il quale cercheremo di schivare le mostruose
zanzare delle Valli di Comacchio è la KLX450R.
La scuola di enduro europea, vede le moto per la specialità,
realizzate in maniera completamente differente rispetto ai
modelli da cross. Quella giapponese invece solitamente adatta
i modelli da cross, all’uso enduro, dotandole di fanali,
tachimetro e poc’altro ancora, ma fortunatamente qui
c’è la svolta. Bussa alla porta in un segmento
dove tra le jap ci sono solo l’Honda CRF450X e la Yamaha
WR450F.

Evoluzione verde
Finalmente la casa di Akashi ritorna nel mondo dell’enduro,
un settore occupato negli anni ’90 dalle vecchie ma
ottime KLX nelle cilindrate 250\300 e 650 per rimanere nella
casa delle verdone. Queste erano però delle dual-sport,
moto adatte a fare enduro, come per fare trasferimenti su
asfalto senza nessun problema. Il mercato però, richiede
mezzi più specialistici ed ecco che Kawasaki, prima
debutta con l’apprezzatissima moto da cross KX450F ben
due anni fa (una cross con targa e fanali adattata all’enduro)
e ora prova a fare la voce grossa con una enduro 4 tempi,
leggera, veloce, per infilarsi nelle mulattiere cattive e
per fare il tempo nel fettucciato.
Le modifiche alla KX450F sono pregevoli. Il telaio è
lo stesso, il perimetrale in alluminio, ma il motore ha una
messa a punto differente per avere più coppia ai bassi
grazie anche alle valvole ridotte di circa 1mm. Il cambio
è a 5 rapporti fortemente intervallati e nemmeno a
parlarne, c’è il bottoncino rosso che tanto aiuta
quando manca il fiato al pilota. La frizione è rivista
e a detta dei tecnici ora è più morbida. Taratura
diversa per le sospensioni, studiate per l’enduro e
non per whoops (veloci saliscendi vicinissimi che troviamo
nel supercorss) e panettoni con salti doppi o tripli.
Look innovativo
Esteticamente è la solita Kawa, verde con piccoli inserti
di adesivi neri e bianchi che incattiviscono quel che basta
un mezzo che solo a guardarlo richiama al racing. Sicuramente
ciò che risalta di più all’occhio è
la mascherina anteriore. Il family feeling è quello
delle naked. Infatti non si può non notare la somiglianza
con la serie “Z” che ha avuto tanto successo sul
nostro mercato nel settore nude. Una sorta di baffo all’insù
quindi, che dona cattiveria e che finalmente offre qualcosa
di diverso nel settore enduro. Altro segno distintivo del
mezzo è il piccolo fanale a led integrato nel paraspruzzi,
che sicuramente non basterà per ottenere l’omologazione,
ma ha un bellissimo impatto visivo.
Il serbatoio nero nascosto dalle fiancatine verdi guadagna
in capienza (vedremo se darà fastidio tra le gambe)
ed è “spezzato” dalla sella bicolore che
a sua volta crea un’inversione di colori con il codino.
Particolari da moto da strada che denotano una certa cura
e ricercatezza nel design.
E ora scusateci, ma montiamo in sella e prestissimo vi diremo
come va questo extraterrestre verde, rimanete in linea.
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