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  PIAGGIO MP3 400
 

8/1/2008
MP3 400: Il grande salto
di Andrea Di Marcantonio
Proprio così! MP3 400 cc fa compiere quel salto qualitativo e funzionale verso uno scooter davvero polivalente. L’aumento di cubatura, ha elevato le sue capacità, ne ha aumentato il range di utilizzo totale, ampliando inoltre quel concetto di mobilità tanto caro a chi, ormai, alle due ruote non può né vuole rinunciare. MP3 400 quindi, è il veicolo giusto per spostarsi da un capo all’altro della città senza troppi problemi.

E poi con la grande gamma accessori, questo scooter diventa davvero “ognitempo” alla faccia quindi di un meteo invernale, così com’è in questo freddo periodo. Piaggio lancia la sfida sui 400 cc ed MP3 400, alla fine, ci è piaciuto molto. Non tanto per le sue doti di stabilità – fondamentali – ma anche per il possibile utilizzo quotidiano. Lontani dal traffico, vissuto sempre con una buona maneggevolezza.

Sella comoda, spazio a volontà
In sella all’MP3 si sta comodi e molto larghi, questo grazie al piano sella ampio ed alla possibilità di poggiare con sicurezza i piedi a terra, visto che i 785 mm che separano il pilota dal terreno non sono mai eccessivi. Forse solo nelle soste al semaforo si avvertono i 240 kg e passa ma, per questo, viene in soccorso l’indispensabile blocco elettronico della sospensione anteriore che, una volta inserito tramite pulsante (lato destro del manubrio) consente al veicolo di rimanere immobile sulle tre ruote.

Sullo scooter Piaggio, il manubrio è sistemato lungo un piano ideale busto/braccia con una seduta mai troppo infossata ma “vigile” per godersi il carattere divertente di questa novità tutta italiana. Forse la pedana sembra un po’ alta e quindi l’intera seduta risulta particolare e, va detto, può non trovare il consenso di tutti, specie dei meno dotati in altezza.

Motore molto fluido e godibile
Ma quando scatta il verde, basta accelerare per schizzare via e senza mai la minima esitazione, lasciandosi tutto il resto alle spalle. Su strada l’MP3 ha un’erogazione fluida del “coppioso” 400 cc Piaggio 4 tempi, complice una trasmissione automatica tarata per sprint al semaforo e generose doti di allungo su extraurbano che consentono di raggiungere molto presto e facilmente la massima velocità, ben oltre i 130 km/h.

Ottima davvero l’accelerazione in relazione al peso globale: l’unità motrice Piaggio mostra certamente denti più affilati rispetto al vecchio monocilindrico, a testimonianza che il progetto MASTER 400 4 valvole nasconde non solo emissioni contenute ma carattere tutto da scoprire nella manopola del gas.

Buoni i consumi ed è piacevole notare la totale assenza di vibrazioni sia su pedana quanto sulle manopole.

Sicuro e molto molto stabile
E se parliamo di guida, questo è il capitolo più interessante e divertente: con MP3 l’angolo di piega è veramente esagerato (anche sul pavè bagnato!) con una tenuta impressionante dell’anteriore, mentre in situazioni limite la parte posteriore tende a scivolare o sollevarsi, specie in staccate brutali; la sensazione di appoggio in ingresso così come in percorrenza, è davvero eccellente e questo aumenta il piacere di guida legato al concetto di sicurezza attiva.

In sella a questa versione da 400 cc poi, il piacere aumenta in modalità esponenziale ed anche i piloti più tranquilli, scopriranno il piacere della piega tanta è la confidenza che emana questo MP3, di fatto come i suoi fratelli più piccoli. Ottimo anche il funzionamento della trasmissione CVT, davvero impeccabile nella cambiata e nella regolarità della sua escursione di lavoro.

Sospensioni buone, dietro molto frenate in estensione
Tralasciando la reattività anteriore e l’ottimo lavoro filtrante della sospensione a quadrilatero, scopriamo che la coppia di ammortizzatori posteriori è fin troppo frenata in estensione. Questo rende forse un po’ rigido il posteriore dello scooter, con conseguente “trasmissione” delle imperfezioni stradali in modo brusco. Basta però scaricare un po’ la molla per ottenere un leggero miglioramento, specie sul fattore comfort.

Freni sempre potenti e reattivi
Molto bene anche per il comparto freni: i due dischi anteriori da 240 mm svolgono molto bene il loro lavoro, risultando aggressivi e molto efficaci. E questo anche nelle frenate di panico. L’unità posteriore invece, è fin troppo “incisiva” nel suo intervento e presto si arriva al bloccaggio. Manca quindi un po’ di modulabilità sulla leva.

TEST 2009
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