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Testata giornalistica reg. n°207/2008 del 13/5/2008 c/o Tribunale di Roma
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  BMW G 650 X COUNTRY
 

4/2/2008
BMW G650X Country: la scelta perfetta
di Fabio Caliendo e Alessandra Manieri
Quale due ruote scegliere per una coppia di motociclisti che può permettersi un solo mezzo nel proprio box? Di questi tempi la domanda è tutt’altro che peregrina. E ci porta ad interrogarci su quale modello esaminare per una prova diversa. Un test a “quattromani” capace di mettere d’accordo un motociclista ed una motociclista desiderosi di poter disporre di un mezzo che non scontenti nessuno dei componenti della coppia.

Per questo primo test in…azzurro e rosa abbiamo pensato alla G650X Country! Un buon compromesso che può accontentare le esigenze di lei e di lui e predisposta ad affrontare qualsiasi tipo di percorso le venga proposto.

Nei primi mesi del 2007 BMW ha presentato la serie G650X (Challenge, Moto e Country), provate da Topfuel in quel periodo. In questo inizio anno poi, c’è una promozione da parte di BMW Motorrad sulla Country (analizzeremo la cosa più avanti). Perché non approfondirne le caratteristiche con una prova? Il mercato propone tecnologici scooter e impossibili supersportive, ma questa è la moto giusta e non siamo i primi a dirlo visto che questa tipologia di motociclo portava a spasso già i nostri nonni e genitori (a seconda delle vostre primavere) negli anni ’60, la Scrambler. L’idea fu semplice: trasformare un veicolo nato per la strada, con appropriate e lievi modifiche, per renderlo adatto ad affrontare percorsi sterrati o brevi tratti fuoristrada di trascurabile difficoltà.

Come? Mischiando diversi componenti, ovvero dall’inglese "to scramble”, letteralmente, mischiare.
Ancora una volta sono protagonisti per invenzioni di questo tipo, i tanto discussi Stati Uniti d’America che alla fine degli anni ’50 modificavano le motociclette stradali cui venivano applicati manubri, pneumatici e rapporti da fuoristrada, al fine di essere impiegate sulle lunghe strade sterrate che collegavano i "ranch" alle vie di comunicazione pubbliche.
In Europa, case italiane come Moto Guzzi (Stornello 125), Moto Morini (Corsarino Scrambler 50), MV Agusta ( Scrambler 350), Gilera ( 124 FS 5V), Ducati (450 Scrambler) e inglesi come Triumph (TR5) e Norton (P11) sono protagoniste sul mercato sfornando negli anni ’60 un cospicuo numero di questo tipo di moto.

Styling aggressivo, look affascinante
LUI: che ti sembra questa moto? A me piace molto, l’assemblamento delle plastiche è ottimo, da BMW. Ha una linea piuttosto complicata, ma il motore nero la porta ad essere “snella” all’occhio e poi quella sellona grande che mi da l’idea della comodità. Lo scarico forse è un po’ grandino. Devo dire che mi sono innamorato di quel bel manubrio in alluminio a sezione variabile e quelle pedane da enduro vera, professionale. Insomma mi piace!
LEI: un amore a prima vista, mi è piaciuta subito perché è snella; bello quel serbatoio con la doppia colorazione che stacca. La trovo raffinata ma allo stesso tempo lo scarico così maggiorato mi da la sensazione che la moto offra alte prestazioni. Non mi convince quel fanale anteriore accostato ad un’estetica così aggressiva. Hai ragione, belle le pedane, molto “country”.

Attacco urbano...ed extraurbano
LUI e LEI: sicuramente il primo pensiero che mi viene in mente dopo i primi cinque minuti che la guido, è quello di stare su un enduro anni ’80 tipo XT600 o DR600 per capirsi (LUI).
L’ho trovata un po’ troppo alta, un peccato perché altrimenti sarebbe perfetta: una volta salita, non volevo più scendere, ma nel traffico avrei problemi a gestirla (LEI).
Entrambi siamo d’accordo nel trovare l’ergonomia di questa moto perfetta per non affaticarsi. La sella bella comoda, le braccia larghe che ti portano ad alzare i gomiti e le gambe che formano un angolo di 90°. Ci piace la piega del manubrio che consente di appoggiare le braccia non affaticandole ed alla distanza giusta dal busto, sensazione quest’ultima, che ti permette di stare bello dritto con la schiena. Le leve sono in stile enduro, in particolare con quelle pedane che non permettono ai piedi di scivolare. Certo vibra un po’, soprattutto agli alti regimi. A velocità da statale (90-110) le vibrazioni si sentono sulle lunghe distanze, e si acutizzano a 130 orari indicati in particolare al manubrio. In città sicuramente è il massimo, perché è leggerissima e maneggevole. Lo sterzo aiuta nelle manovre e assorbe bene qualsiasi imperfezione del manto stradale. Sicuramente, sotto il metro e settanta di altezza, bisogna cercare il marciapiede!

Motore elettrico
LUI: la potenza giusta per divertirsi senza imbarazzo. Ti permette di spalancare anche a moto inclinata senza grossi problemi. Sotto ha una discreta “botta”, classica dei mono di grossa cubatura, e in alto allunga discretamente, anche se conviene passare al rapporto successivo: inutile insistere con la marcia. La progressione è perfetta, elettrica e poi ha parecchio effetto volano, quindi non prendendo subito ti permette di ruotare la manopola senza esitare.
LEI: mi piace l’accelerazione piena e abbondante. In curva però devo dire che ho sentito il bisogno di scalare una marcia, come se il motore faticasse a tirarmi fuori. Il sound di questo mezzo è molto bello, e poi quando devo effettuare un sorpasso basta ruotare il gas e lei risponde pronta.

Sospensioni morbide
LUI: le forcelle sono due bei “pali” a vedersi. Scorrono molto bene. Certo nel primo tratto le trovo un po’ morbide per l’utilizzo stradale. In frenata affondano parecchio, ma assorbono buche è pavé senza problemi. Il mono è onesto, scorre bene e la schiena non soffre. Nei curvoni, nonostante la ruota anteriore da 19” la moto è stabile e il limite della piega viene solo dagli pneumatici leggermente scolpiti che risultano sicuramente inadatti se si cerca il limite.
LEI: anche io ho la sensazione che le sospensioni lavorino bene, assorbendo correttamente le asperità dell’asfalto. Non dà la sensazione di una moto rigida, ma al contrario incassa le buche senza fiatare.

Freni “morbidi”
LUI: l’impianto è sicuramente molto modulabile e a prova di principiante. L’anteriore non blocca mai, anche se per trovare un po’ di potenza occorre strizzare la leva destra. Il posteriore è onesto, rallenta il giusto, ma bisogna fare attenzione. C’è parecchio beccheggio e quindi se si frena più del dovuto il peso al posteriore si scarica e la ruota tende a bloccare. L’ABS funziona in maniera egregia sul bagnato. Peccato che al posteriore risulti un po’ troppo invasivo.
LEI: vanno bene, non mi sento di criticarli. L’anteriore rallenta nella maniera corretta il mezzo. La leva del freno è posizionata al punto giusto nonostante le mie mani piccole. Il posteriore non blocca e il pedale è al giusto livello. Grazie alla zigrinatura ho sempre una buona presa.

Offroad divertente (LUI)
Di sicuro non è un mezzo professionale e la mancanza del tassellato si sente, ma questo ti consente di fare lunghi derapatoni di accelerazione su strade bianche asciutte. Le sospensioni sono tarate il giusto per il mezzo, incassano le buche senza “murare” e i freni risultano abbastanza sinceri per l’uso. In piedi sulle pedane si sta bene e il serbatoio non è larghissimo come sulle dual-sport, permettendo così di stringere bene la moto tra le gambe.
Quindi promossa per le stradine di campagna, ma non chiedetele di più!

La promozione BMW Motorrad
Il listino parte da 7.480 euro, pagabili con un anticipo di 2.354 euro più 250 euro di spese di apertura pratica. Le rate previste sono 35 da solo 80 euro e una maxirata finale di 3.225 euro ulteriormente rifinanziabile. L’importo è di 8.629 euro, con un aumento del 15,36% rispetto al prezzo di listino in contanti.


TEST 2009
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