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Testata giornalistica reg. n°207/2008 del 13/5/2008 c/o Tribunale di Roma
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  APRILIA RSV-4 FACTORY
 

2/4/2009
Aprilia RSV-4: una rossa di buone maniere
L’asfalto è umido e freddo, lei asciutta e calda. Le condizioni ideali per non fidarsi. Ma in un modo o nell’altro bisogna pur fare amicizia, anche se ci si sente inadeguati e un po’ avanti con l’età per domare tanto ben di Dio. Ma dopotutto cos’ha questa RSV-4 più delle altre? 180 cv e va bene. E poi? quattro cilindri a V stretta, tanto per cominciare ed il fatto che alla seconda gara Max Biaggi l’ha portata due volte sul podio. Segno di un potenziale enorme.

Dunque, clack, prima ingaggiata e via dentro l’orribile Misano “al contrario”, reso ancora più infido e meno godibile dalla pioggia mattutina. Ah, dimenticavamo, poiché lei ha tre mappe preimpostate iniziano con la “S”, che sta per sport ma non è la più cattiva perché a disposizione c’è anche la “T” per Track e la “R” per Road. Chiunque abbia usato la Shiver, modello turistico di mamma Aprilia, non può che restarne confuso visto che lì la S stava per “Sport” e la T per “Tourism”, mentre la R era per “Rain”, ma tant’è…

PALLA DI CANNONE - Siamo già nella corsia di accelerazione e la RSV-4 allunga in maniera molto fluida, senza picchi di potenza. O è il nostro polso, completamente anchilosito dalla combinazione attenti al lupo+bagnato? Difficile dirlo. Le gomme, da bagnato, trasmettono comunque sensazioni positive. Uno più deciso probabilmente rischierebbe di appoggiarsi di più ed in effetti Shunji Yatushiro, discreto pilota di fine anni ’80, un quarto posto nel GP di Argentina, ora tester di una rivista giapponese, ci passa a palla di cannone. Se non altro vediamo che l’asfalto tiene.

DA FILANTE A FRENANTE - L’Apriliona, comunque, è leggera fra le mani e la posizione di guida comoda, e non troppo costretta per essere una supersportiva. Anche quelli alti si troveranno a proprio agio. Certo che Misano al contrario è proprio difficile da interpretare: una volta era una pista filante, con curve veloci in rapida successione. Ora ci incartiamo alla Quercia “al contrario”, dove peraltro si incartò anche un certo Giacomo Agostini e quasi piangiamo al Tramonto che una volta era una curva a sinistra che si affrontava, dopo lo staccatone in fondo al rettilineo, rimanendo piegati una vita. Ora, invece, bisogna spigolare e visto che dopo c’è il rettilineo addrizzare la RSV-4 il prima possibile e aprire tutto il gas. L’erogazione è bella piena sino dai bassi regimi. Quanto bassi? 3000 giri vi bastano? A 7000 il motore cambia voce, a 12.500 si arriva con le prime cinque marce, poi i curvoni da affrontare in progressiva decelerazione ci fanno tornare la timidezza.

Al Carro, a quello che era il Carro, epica curva di sportellate fra Walter Villa e Johnny Cecotto, si pinza decisi. La RSV-4 non picchia in frenata, ma si percepisce un posteriore leggero ed è incredibile constatare che c’è pochissimo freno motore. Rispetto alla RSV bicilindrica è tutta un’altra storia, ed anche la velocità con cui la moto si inserisce in curva ci fa ricordare che questo è un altro progetto, nato con specifiche assai diverse.

TANTA TRAZIONE - La cosa che ci piace di più è come la RSV-4 scarica la potenza a terra: non è aggressiva. Chiudiamo il gas completamente, pigiamo sul bottone dello start, attendiamo una frazione di secondo che la lettera diventi nera e cambiamo mappa passando alla “T”. Ecco, questo ci piace, per esempio, rispetto alla Ducati che invece per cambiare regolazione al Traction Control deve essere perfettamente ferma. Per un uso stradale la scelta Aprilia è quella giusta. Ho il giocattolo, ci voglio giocare. Però è anche vero che qui stiamo parlando di tre mappe, lì di otto soglie di intervento del TC. Comunque, in ogni caso, si presume che chiunque salga su una belva di questo tipo sia abbastanza esperto da poter dedicare una frazione di tempo alla scelta del tipo di erogazione od alle soglie di intervento. Dunque, brava Aprilia. Non ha senso dare ad uno 180 cv e poi dirgli che non è abbastanza bravo da gestire mappature o TC. Allora sarebbe più giusto non darglieli.

MAPPE Vs. TC - Già perché poi siamo in pista, ed in fondo qui tutto viene più semplice. Vorremmo provarla su strada questa RSV-4, perché a volte lì le sensazioni cambiano. Comunque abbiamo dentro la mappa “cattiva” ed in effetti il motore sotto risponde con maggiore aggressività. In alto invece non ci sembra che cambi molto. Avevano ragione i meccanici che ci hanno inserito la “S”: torniamo sui nostri passi.

Un giro dopo l’altro la confidenza cresce, ma l’asfalto trasmette quella ben nota sensazione di durezza che solo i fondi umidi riescono a dare, invitando alla prudenza. Facciamo ancora numerosi giri apprezzando il cambio, con innesti precisi, anche se non morbidi. Ci rimane una voglia di sole, di caldo, perché così è stato come andare al mare con una bella ragazza, non vedere l’ora di vederla in costume, e ritrovarsi abbottonati fin sul collo, sull’arenile umido. Bella gita, comunque. Quand’è che ci rivediamo, Aprilia?

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