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2/4/2009
Aprilia RSV-4: una rossa di buone maniere
L’asfalto è umido e freddo, lei asciutta
e calda. Le condizioni ideali per non fidarsi. Ma in un modo
o nell’altro bisogna pur fare amicizia, anche se ci
si sente inadeguati e un po’ avanti con l’età
per domare tanto ben di Dio. Ma dopotutto cos’ha questa
RSV-4 più delle altre? 180 cv e va bene. E poi? quattro
cilindri a V stretta, tanto per cominciare ed il fatto che
alla seconda gara Max Biaggi l’ha portata due volte
sul podio. Segno di un potenziale enorme.

Dunque, clack, prima ingaggiata e via dentro l’orribile
Misano “al contrario”, reso ancora più
infido e meno godibile dalla pioggia mattutina. Ah, dimenticavamo,
poiché lei ha tre mappe preimpostate iniziano con la
“S”, che sta per sport ma non è la più
cattiva perché a disposizione c’è anche
la “T” per Track e la “R” per Road.
Chiunque abbia usato la Shiver, modello turistico di mamma
Aprilia, non può che restarne confuso visto che lì
la S stava per “Sport” e la T per “Tourism”,
mentre la R era per “Rain”, ma tant’è…
PALLA DI CANNONE - Siamo già nella
corsia di accelerazione e la RSV-4 allunga in maniera molto
fluida, senza picchi di potenza. O è il nostro polso,
completamente anchilosito dalla combinazione attenti al lupo+bagnato?
Difficile dirlo. Le gomme, da bagnato, trasmettono comunque
sensazioni positive. Uno più deciso probabilmente rischierebbe
di appoggiarsi di più ed in effetti Shunji Yatushiro,
discreto pilota di fine anni ’80, un quarto posto nel
GP di Argentina, ora tester di una rivista giapponese, ci
passa a palla di cannone. Se non altro vediamo che l’asfalto
tiene.

DA FILANTE A FRENANTE - L’Apriliona,
comunque, è leggera fra le mani e la posizione di guida
comoda, e non troppo costretta per essere una supersportiva.
Anche quelli alti si troveranno a proprio agio. Certo che
Misano al contrario è proprio difficile da interpretare:
una volta era una pista filante, con curve veloci in rapida
successione. Ora ci incartiamo alla Quercia “al contrario”,
dove peraltro si incartò anche un certo Giacomo Agostini
e quasi piangiamo al Tramonto che una volta era una curva
a sinistra che si affrontava, dopo lo staccatone in fondo
al rettilineo, rimanendo piegati una vita. Ora, invece, bisogna
spigolare e visto che dopo c’è il rettilineo
addrizzare la RSV-4 il prima possibile e aprire tutto il gas.
L’erogazione è bella piena sino dai bassi regimi.
Quanto bassi? 3000 giri vi bastano? A 7000 il motore cambia
voce, a 12.500 si arriva con le prime cinque marce, poi i
curvoni da affrontare in progressiva decelerazione ci fanno
tornare la timidezza.
Al Carro, a quello che era il Carro, epica curva di sportellate
fra Walter Villa e Johnny Cecotto, si pinza decisi. La RSV-4
non picchia in frenata, ma si percepisce un posteriore leggero
ed è incredibile constatare che c’è pochissimo
freno motore. Rispetto alla RSV bicilindrica è tutta
un’altra storia, ed anche la velocità con cui
la moto si inserisce in curva ci fa ricordare che questo è
un altro progetto, nato con specifiche assai diverse.
TANTA TRAZIONE - La cosa che ci piace di
più è come la RSV-4 scarica la potenza a terra:
non è aggressiva .
Chiudiamo il gas completamente, pigiamo sul bottone dello
start, attendiamo una frazione di secondo che la lettera diventi
nera e cambiamo mappa passando alla “T”. Ecco,
questo ci piace, per esempio, rispetto alla Ducati che invece
per cambiare regolazione al Traction Control deve essere perfettamente
ferma. Per un uso stradale la scelta Aprilia è quella
giusta. Ho il giocattolo, ci voglio giocare. Però è
anche vero che qui stiamo parlando di tre mappe, lì
di otto soglie di intervento del TC. Comunque, in ogni caso,
si presume che chiunque salga su una belva di questo tipo
sia abbastanza esperto da poter dedicare una frazione di tempo
alla scelta del tipo di erogazione od alle soglie di intervento.
Dunque, brava Aprilia. Non ha senso dare ad uno 180 cv e poi
dirgli che non è abbastanza bravo da gestire mappature
o TC. Allora sarebbe più giusto non darglieli.
MAPPE Vs. TC - Già perché
poi siamo in pista, ed in fondo qui tutto viene più
semplice. Vorremmo provarla su strada questa RSV-4, perché
a volte lì le sensazioni cambiano. Comunque abbiamo
dentro la mappa “cattiva” ed in effetti il motore
sotto risponde con maggiore aggressività. In alto invece
non ci sembra che cambi molto. Avevano ragione i meccanici
che ci hanno inserito la “S”: torniamo sui nostri
passi.
Un giro dopo l’altro la confidenza cresce, ma l’asfalto
trasmette quella ben nota sensazione di durezza che solo i
fondi umidi riescono a dare, invitando alla prudenza. Facciamo
ancora numerosi giri apprezzando il cambio, con innesti precisi,
anche se non morbidi. Ci rimane una voglia di sole, di caldo,
perché così è stato come andare al mare
con una bella ragazza, non vedere l’ora di vederla in
costume, e ritrovarsi abbottonati fin sul collo, sull’arenile
umido. Bella gita, comunque. Quand’è che ci rivediamo,
Aprilia?
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