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Testata giornalistica reg. n°207/2008 del 13/5/2008 c/o Tribunale di Roma
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  SUZUKI SIXTEEN
 

18/4/2008
Suzuki Sixteen: sedici pollici di libertà
di Alessandra Manieri
“Sixteen”: così è stato chiamato il nuovo scooter a ruote alte di casa Suzuki, come a voler mettere subito in chiaro l’animo giovane, pratico e alla moda della nuova creatura. Ma non vi fate ingannare dal nome, il Sixteen è uno scooter adatto a tutti e infatti la cartella stampa tuona: “para todos los públicos”. O forse il termine Sixteen allude al numero di pollici del diametro della ruota?
Per il lancio del nuovo prodotto alla stampa internazionale, la Suzuki ha scelto la Spagna, dove il Sixteen viene prodotto, e in particolar modo Barcellona, una città cosmopolita, affascinante e con il più alto numero di mezzi circolanti a due ruote dopo Roma. Mentre avviene la presentazione sta già arrivando in distribuzione presso i concessionari italiani il Sixteen in versione 150 cc e a fine mese sarà possibile trovare anche la versione 125 cc, per un totale di circa 10.000 scooter di casa Hamamatsu nel nostro Paese. Di questi è previsto un 65% del modello di cilindrata superiore e un 35% di quello di cilindrata inferiore.
Il nuovo scooter è stato pensato per affrontare il traffico e i disagi delle strade dissestate delle città e bisogna ammettere che casa Suzuki ha fatto bingo! Il Sixteen è comodo, maneggevole, equilibrato ed assorbe con nonchalance le asperità del suolo: insomma, una soluzione quasi perfetta!

Poco fascino ma tanta funzionalità
Il Sixteen che ci hanno assegnato per il test ride è la versione in bianco, un gioiellino con la vernice perlata che luccica al sole. Quando vado per infilare la chiave mi accorgo che il mezzo, come il “Burgman”, è dotato di “paratia antimanomissione”. Si tratta di un sistema studiato per scoraggiare la forzatura del blocchetto della chiave e consiste in una paratia in acciaio che scende a coprire la serratura, come una palpebra sull’occhio...La paratia è inseribile e rimovibile unicamente con la combinazione magnetica inclusa nella chiave dello scooter. Insomma, una soluzione semplparatia antimanomissione”ice e funzionale. Acceso lo scooter la strumentazione offre subito un dettaglio interessante: un piccolo display digitale posizionato sotto il contachilometri, indica il numero di km mancanti all’effettuazione del cambio dell’olio. Pochi secondi e il numero scompare per lasciare il posto all’orologio. Dallo stesso dispositivo infatti è possibile anche leggere l’ora e il chilometraggio parziale. La strumentazione, in sfondo nero e blu Suzuki, permette una lettura chiara e rapida.

Lo stile del Sixteen non vanta una fisionomia particolarmente innovativa: nessun eccesso di design o d’originalità e le linee ricordano senza ombra di dubbio l’Honda SH.
Risulta poco armonico rispetto alla visione d'insieme del frontale, il parafango anteriore molto alto rispetto alla ruota. Il gruppo ottico è costituito da un proiettore unico, citazione di tutto rispetto del Suzuki GSX-R. Il retro dello scooter invece ha una linea più godibile, compatta e affusolata. Sono curate nel dettaglio le pedane retrattili del passeggero, in alluminio e rivestite in gomma per assorbire meglio le vibrazioni.

La posizione di guida, testata nel traffico della città catalana, è comoda e accogliente grazie alla sella morbida, un ampio spazio per i piedi sulle pedane e i comandi al manubrio perfettamente a portata di dita. Certo, sull’estremità la sella diventa più dura ed è poco rastremata, perciò a lungo andare provoca degli indolenzimenti all’interno coscia agli scooteristi che come me tendono ad una seduta avanzata (dato che il mezzo ha un’altezza da terra di 800 mm).
Percorrendo i viali periferici barcellonesi, meno trafficati, anche guidando a velocità sostenute lo scooter comunica l’impressione di stare comodamente seduti in poltrona. Solo le gambe prendono molto vento, non abbastanza protette dalle dimensioni rastremate dello scudo.

Prestazioni brillanti
Il Sixteen si lascia guidare con facilità: è silenzioso, non vibra ed è molto leggero e maneggevole, permettendo di affrontare il noioso traffico urbano con agilità e senza stress. Lo scooter è ben equilibrato, a bassissime velocità rimane stabile, sempre in piedi senza necessità di tirare giù la gamba.
L’erogazione è fluida e progressiva, pronto lo scatto al semaforo e anche la ripresa in mezzo al traffico, mentre la manopola morbida non affatica mai il polso.
La frenata è l’asso nella manica di questo nuovo scooter: i tecnici Suzuki ci avevano avvertito sull’efficacia dei freni a disco di 220 mm sia all’anteriore che al posteriore, uniti al sistema della frenata combinata. Ebbene, il risultato è a dir poco eccellente! Ho messo alla prova l’impianto frenante con un paio di frenate d’emergenza, ovviamente non in programma: l’arresto è risultato immediato e senza sorprese, nel senso che lo scooter rimane attaccato a terra senza scomporsi di una virgola, solo le sospensioni anteriori affondano un po’.
Quest’ultime svolgono egregiamente il loro lavoro, assorbendo bene le asperità di tombini e pavè, anche se il manto stradale barcellonese non mette a dura prova i bikers come quelle italiane.

TEST 2009
TEST 2008
TEST 2007
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