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29/4/2008
Honda DN-01: il futuro, adesso
di Fabio Caliendo
“Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi”.
Era il 1982, quando uscì nelle sale cinematografiche
il film diretto da Ridley Scott, Blade Runner, a sua volta
ispirato dal romanzo “Ma gli androidi sognano pecore
elettriche?” di Philip K. Dick. Una Los Angeles in notturna
era protagonista di una Terra “del futuro”, con
mezzi volanti dal design estremo.
DN-01 è il futuro secondo Honda, fatto di un look estremo,
linee innovative mai viste sul mercato che solitamente possiamo
apprezzare solo dai prototipi proposti dalle stesse case ai
vari saloni della moto. Concetti estremi che proprio a causa
di queste forzature non prendono mai il via sulle catene di
produzione. Al contrario la Casa dell’Ala dorata ha
deciso di mettere in vendita quella che era un Concept Bike.
Siamo di fronte ad un mezzo unico nel suo genere, una via
di mezzo tra un maxiscooter e una moto, l’unica due
ruote sul mercato con queste caratteristiche. DN-01, balla
da sola!

Parola d’ordine, comodità
Da ferma è veramente imponente. Il passo lungo si fa
notare nella vista laterale, mentre la parte anteriore vanta
forme decisamente dilatate, larghe. Saliti in sella la prima
cosa che notiamo è che questa è davvero bassa
e confortevole. Le pedane sono avanzate come le custom o cruiser
che siano. Le braccia stese sul manubrio a forma di “U”
e la schiena rilassata. Insomma i presupposti da macinachilometri,
ci sono tutti. Il peso da fermo si fa sentire, anche solo
per tirarla su dal cavalletto ci vuole un po’ di forza,
ed in questo la seduta bassa da terra con le gambe ben piantate
viene in soccorso. Girata la chiave si illumina lo strumento
che risulta scarsamente visibile per i piloti che passano
il metro e ottanta a causa del cupolino che copre la visuale.
Sotto al serbatoio, sul lato destro, si toglie il freno a
mano, accendiamo la moto e siamo pronti per partire.

Smania da protagonismo
La DN-01 al minimo è silenziosissima, molto di più
della Transalp da cui prende il motore. Sulle moto bisogna
inserire la prima per partire e questo avviene anche sulla
DN-01. Un bottone posto sul lato destro del manubrio permette
l’inserimento della marcia, cosa che avviene senza il
classico “clonck”. A quel punto, la moto è
in modalità “D” (Drive) e basta ruotare
la manopola del gas per partire: facile e decisamente comodo.
Il motore è veramente dolce in questa modalità
e garantisce un buono spunto da fermo. Il bicilindrico sale
progressivo e privo di buchi. Questa marcia è l’ideale
per andare a passeggio in città come sulle statali.
Su quest’ultime l’aerodinamica non aiuta, il vento
investe spalle e casco del pilota. Ma la città, lo
ammettiamo, non ci siamo mai sentiti tanti sguardi addosso.
Frequenti le domande, sia al semaforo che a mezzo parcheggiato.
La curiosità e l’interesse da parte del pubblico
è stato veramente alto. Addirittura qualcuno ci ha
seguito fino al primo semaforo per chiederci informazioni
su “cosa fosse” e come andasse. Se è vostro
interesse destare curiosità, la DN-01 fa al caso vostro.
Piacevole sorpresa
La ciclistica lavora alla perfezione come mai ci saremmo aspettati.
E’ Honda! Intuitiva e dopo pochi metri la senti già
tua. Le sospensioni filtrano le sconnessioni cittadine, dai
tombini alle buche, senza nessun problema, donando una stabilità
da vera moto. Persino la frenata ci ha piacevolmente sorpreso,
grazie soprattutto ad un freno posteriore che con il sistema
CBS ha una simbiosi perfetta con l’anteriore. Con il
solo pedale quindi si rallenta discretamente e all’occorrenza
il resto lo fa un modulabilissimo freno anteriore. Peccato
che sia in una posizione poco naturale e dopo tanti chilometri
il ginocchio tenda ad indolenzirsi.

Squalo all’attacco
Abbiamo deciso di fare un week-end con questo speciale mezzo
futuristico. Ben 1000 km in due giorni, girando la verde Umbria
in lungo e in largo, dalle statali alle stradine di montagna.
La sensazione di relax che dona la DN-01 può essere
paragonata solo ad una cruiser, con la differenza che all’occorrenza
è possibile spingere il mezzo a fare cose incredibili.
Sulle statali ci si concentra...sul paesaggio, dato che bisogna
solo ruotare la manopola del gas e nient’altro, ma quando
ci dirigiamo in direzione “valichi appeninici”,
con il tasto sinistro al manubrio selezioniamo la modalità
“S” (Sport). Il motore sale di qualche giro in
più automaticamente e le accelerazioni si fanno ancora
più brillanti.
Si ruota il gas e il propulsore prende giri con estrema facilità.
Le salite non sono un problema, nonostante il peso del mezzo
non aiuti certo il motore.
Dopo poco vediamo dai grandi specchietti delle moto, quelle
vere, con le marce per capirsi e proviamo a vedere come reagisce
la DN-01 in modalità semiautomatica.
Il tasto posto sul comando destro all’anteriore del
manubrio (Mode) permette di passare in modalità semiautomatica
e così mentre si è in moto in un millesimo di
secondo si è in modalità... smanettone. Le gomme
lavorano alla perfezione con la ciclistica e il 190 posteriore
offre un appoggio in curva da vera moto.

Si gioca con la DN-01, con il pollice sinistro che sfiora
il tasto di cambio marcia. Il rumore agli alti si fa sentire,
soprattutto di aspirazione e dai 5.000 giri/min in poi la
spinta si fa decisamente più cattiva, ma senza mai
mettere in difficoltà il pilota. Il cambio marcia è
dolcissimo e solo la scalata dalla terza alla seconda richiede
una velocità più bassa. Poco importa perché
o ci si fa l’abitudine ai “giri giusti”,
oppure si sfruttano i bassi del bicilindrico.
Impossibile inserire la prima se non da fermi. E così
via a pennellare le curve, destra, sinistra, con le moto vere
che ci seguono senza sorpassarci.
Sembra incredibile come si possa tenere un passo così
allegro con 270 kg e una ciclistica che all’occhio sembra
poter fare solo rettilinei.
La frenata è modulabile e potente, e si può
entrare in curva anche con l’anteriore pinzato senza
sentir chiudere lo sterzo. Il posteriore permette di chiudere
le curve come sulle sportive, fantastico. L’asfalto
perfetto e a grani grossi permette pieghe di tutto rispetto.
Sono solo le pedane a soffrirne, perché toccano troppo
presto. Il limite della DN-01, è sicuramente più
alto.
Ci fermiamo al bar sul passo e dopo pochi secondi arrivano
le moto vere. Rallentano, ci guardano stupiti, salutano e
procedono senza fermarsi, forse per un po’ di vergogna
per aver preso paga da un qualcosa di diverso. Un mezzo che
ha un muso da squalo e che quando vuole, sa tirare fuori i
denti!
Colorazioni e consegne
DN-01 sarà disponibile già dalla metà
di maggio in due colorazioni: la Pearl Amethyst Purple, l’esemplare
in prova, a nostro parere decisamente signorile e che dona
un fascino al mezzo che pochi altri mezzi possono vantare,
e il classico Graphite Black.
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