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Testata giornalistica reg. n°207/2008 del 13/5/2008 c/o Tribunale di Roma
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  HONDA DN-01
 

29/4/2008
Honda DN-01: il futuro, adesso
di Fabio Caliendo
“Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi”. Era il 1982, quando uscì nelle sale cinematografiche il film diretto da Ridley Scott, Blade Runner, a sua volta ispirato dal romanzo “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” di Philip K. Dick. Una Los Angeles in notturna era protagonista di una Terra “del futuro”, con mezzi volanti dal design estremo.
DN-01 è il futuro secondo Honda, fatto di un look estremo, linee innovative mai viste sul mercato che solitamente possiamo apprezzare solo dai prototipi proposti dalle stesse case ai vari saloni della moto. Concetti estremi che proprio a causa di queste forzature non prendono mai il via sulle catene di produzione. Al contrario la Casa dell’Ala dorata ha deciso di mettere in vendita quella che era un Concept Bike. Siamo di fronte ad un mezzo unico nel suo genere, una via di mezzo tra un maxiscooter e una moto, l’unica due ruote sul mercato con queste caratteristiche. DN-01, balla da sola!

Parola d’ordine, comodità
Da ferma è veramente imponente. Il passo lungo si fa notare nella vista laterale, mentre la parte anteriore vanta forme decisamente dilatate, larghe. Saliti in sella la prima cosa che notiamo è che questa è davvero bassa e confortevole. Le pedane sono avanzate come le custom o cruiser che siano. Le braccia stese sul manubrio a forma di “U” e la schiena rilassata. Insomma i presupposti da macinachilometri, ci sono tutti. Il peso da fermo si fa sentire, anche solo per tirarla su dal cavalletto ci vuole un po’ di forza, ed in questo la seduta bassa da terra con le gambe ben piantate viene in soccorso. Girata la chiave si illumina lo strumento che risulta scarsamente visibile per i piloti che passano il metro e ottanta a causa del cupolino che copre la visuale. Sotto al serbatoio, sul lato destro, si toglie il freno a mano, accendiamo la moto e siamo pronti per partire.

Smania da protagonismo
La DN-01 al minimo è silenziosissima, molto di più della Transalp da cui prende il motore. Sulle moto bisogna inserire la prima per partire e questo avviene anche sulla DN-01. Un bottone posto sul lato destro del manubrio permette l’inserimento della marcia, cosa che avviene senza il classico “clonck”. A quel punto, la moto è in modalità “D” (Drive) e basta ruotare la manopola del gas per partire: facile e decisamente comodo. Il motore è veramente dolce in questa modalità e garantisce un buono spunto da fermo. Il bicilindrico sale progressivo e privo di buchi. Questa marcia è l’ideale per andare a passeggio in città come sulle statali. Su quest’ultime l’aerodinamica non aiuta, il vento investe spalle e casco del pilota. Ma la città, lo ammettiamo, non ci siamo mai sentiti tanti sguardi addosso. Frequenti le domande, sia al semaforo che a mezzo parcheggiato. La curiosità e l’interesse da parte del pubblico è stato veramente alto. Addirittura qualcuno ci ha seguito fino al primo semaforo per chiederci informazioni su “cosa fosse” e come andasse. Se è vostro interesse destare curiosità, la DN-01 fa al caso vostro.

Piacevole sorpresa
La ciclistica lavora alla perfezione come mai ci saremmo aspettati. E’ Honda! Intuitiva e dopo pochi metri la senti già tua. Le sospensioni filtrano le sconnessioni cittadine, dai tombini alle buche, senza nessun problema, donando una stabilità da vera moto. Persino la frenata ci ha piacevolmente sorpreso, grazie soprattutto ad un freno posteriore che con il sistema CBS ha una simbiosi perfetta con l’anteriore. Con il solo pedale quindi si rallenta discretamente e all’occorrenza il resto lo fa un modulabilissimo freno anteriore. Peccato che sia in una posizione poco naturale e dopo tanti chilometri il ginocchio tenda ad indolenzirsi.

Squalo all’attacco
Abbiamo deciso di fare un week-end con questo speciale mezzo futuristico. Ben 1000 km in due giorni, girando la verde Umbria in lungo e in largo, dalle statali alle stradine di montagna. La sensazione di relax che dona la DN-01 può essere paragonata solo ad una cruiser, con la differenza che all’occorrenza è possibile spingere il mezzo a fare cose incredibili. Sulle statali ci si concentra...sul paesaggio, dato che bisogna solo ruotare la manopola del gas e nient’altro, ma quando ci dirigiamo in direzione “valichi appeninici”, con il tasto sinistro al manubrio selezioniamo la modalità “S” (Sport). Il motore sale di qualche giro in più automaticamente e le accelerazioni si fanno ancora più brillanti.

Si ruota il gas e il propulsore prende giri con estrema facilità. Le salite non sono un problema, nonostante il peso del mezzo non aiuti certo il motore.
Dopo poco vediamo dai grandi specchietti delle moto, quelle vere, con le marce per capirsi e proviamo a vedere come reagisce la DN-01 in modalità semiautomatica.

Il tasto posto sul comando destro all’anteriore del manubrio (Mode) permette di passare in modalità semiautomatica e così mentre si è in moto in un millesimo di secondo si è in modalità... smanettone. Le gomme lavorano alla perfezione con la ciclistica e il 190 posteriore offre un appoggio in curva da vera moto.

Si gioca con la DN-01, con il pollice sinistro che sfiora il tasto di cambio marcia. Il rumore agli alti si fa sentire, soprattutto di aspirazione e dai 5.000 giri/min in poi la spinta si fa decisamente più cattiva, ma senza mai mettere in difficoltà il pilota. Il cambio marcia è dolcissimo e solo la scalata dalla terza alla seconda richiede una velocità più bassa. Poco importa perché o ci si fa l’abitudine ai “giri giusti”, oppure si sfruttano i bassi del bicilindrico.

Impossibile inserire la prima se non da fermi. E così via a pennellare le curve, destra, sinistra, con le moto vere che ci seguono senza sorpassarci.
Sembra incredibile come si possa tenere un passo così allegro con 270 kg e una ciclistica che all’occhio sembra poter fare solo rettilinei.

La frenata è modulabile e potente, e si può entrare in curva anche con l’anteriore pinzato senza sentir chiudere lo sterzo. Il posteriore permette di chiudere le curve come sulle sportive, fantastico. L’asfalto perfetto e a grani grossi permette pieghe di tutto rispetto. Sono solo le pedane a soffrirne, perché toccano troppo presto. Il limite della DN-01, è sicuramente più alto.

Ci fermiamo al bar sul passo e dopo pochi secondi arrivano le moto vere. Rallentano, ci guardano stupiti, salutano e procedono senza fermarsi, forse per un po’ di vergogna per aver preso paga da un qualcosa di diverso. Un mezzo che ha un muso da squalo e che quando vuole, sa tirare fuori i denti!

Colorazioni e consegne
DN-01 sarà disponibile già dalla metà di maggio in due colorazioni: la Pearl Amethyst Purple, l’esemplare in prova, a nostro parere decisamente signorile e che dona un fascino al mezzo che pochi altri mezzi possono vantare, e il classico Graphite Black.

TEST 2009
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