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20/4/2007
Aprilia Shiver SL750: Naked d’assalto
La nuova Shiver SL750 è una naked che ci è piaciuta
per i suoi contenuti, per la grande vitalità tecnica:
è un piacere guidarla.
Per pochi intimi questa primissima presa di contatto, certamente
voluta da Aprilia per far sapere che questa moto è
in grado di soddisfare un ventaglio di utenza sorprendentemente
ampio. Per le prestazioni del suo V di 90°, per la sua
puntuale ciclistica ma soprattutto per quell’immediata
confidenza che è in grado di trasmettere già
dopo pochissime curve.
Shiver fa capire in modo più deciso che Aprilia ha
basi solidissime anche in questo segmento, già esplorato
con altri modelli. Ma marca il territorio ancor più
con la neonata “settemmezzo”. Aprilia quindi,
ha obiettivi chiari per raggiungere dritti al cuore tutti
gli appassionati del misto, delle curve e del tiro in basso.

Design pratico e funzionale
Innovativo ma anche pratico. Il design di Shiver
è così, forte di un abile mix tra queste due
massicce presenze se parliamo di motore e telaio, pensati
uno dentro l’altro. C’è un’attenta
ricerca per rendere l’aspetto globale della moto
bello ma anche esageratamente funzionale, come nel caso della
scatola filtro, i cui ingombri sono inseriti all’interno
delle due bancate di cilindri e resi “utili” ai
fini delle prestazioni del V di 90° Aprilia.
Pochi fronzoli insomma, anche se non è stato facile
sistemare tutti i componenti tecnici mascherandone la presenza
al fine di rendere più snella la linea della naked
Aprilia. Ed anche il gruppo serbatoio-sella-codone, sembra
un tutt’uno con la moto tanto è compatto ed accattivante.
Ad esempio la scelta del doppio scarico con silenziatori triangolari,
la strumentazione esile ma “matura” se parliamo
di info disponibili o, ancora, il posizionamento del mono
posteriore o le pinze ad attacco radiale, recitano un ruolo
nel design finale di Shiver. Appuntito e teso ma, soprattutto,
compatto con il risultato di una moto dalla linea azzeccata,
come dimostra la particolare forma del proiettore anteriore.
Bicilindrico
a V di 90°: elettronica e ride-by-wire
La Shiver ha un cuore davvero generoso con i suoi 95 Cv a
9.000 giri. Questo bel V2 è certamente ricco di tecnologia
e prestazioni, e non ha timori reverenziali nei confronti
della concorrenza naked. E’ il frutto di un lavoro lungo
ed approfondito come ci è stato spiegato dai tecnici
Aprilia (il motore è prodotto da Piaggio per ciò
che riguarda l’industrializzazione), specie se spostiamo
il discorso sui temi legati alla gestione elettronica ride-by-wire.
Si tratta di un acceleratore elettronico (non c’è
il classico cavo che parte dal comando del gas fino alla linea
di alimentazione) che bilancia l’aperture delle farfalle
in base a parametri tecnici come il regime operativo istantaneo,
la posizione cambio, l’apertura della manopola gas e
la temperatura motore.
Elettronica che ascolta e sente
Si perché il pilota, durante la guida, può agire
in diversi modi sul gas e questo spesso senza rendersene conto.
Un sorpasso immediato, pelare il gas in curva o passeggiare
in città, sono tutti momenti in cui il comando gas
è sollecitato in modo diverso; ecco quindi che questa
tecnologia ride-by-wire, è in grado di garantire sempre
il massimo delle prestazioni motore in funzione dell’apertura
gas, garantendo inoltre parametri di coppia e accelerazioni
davvero più pieni.
Una centralina gestisce tutti i segnali motore ed ogni info
passa poi attraverso una linea CAN che poi raggiungono la
strumentazione (con solo due fili, pensate), un vero e proprio
terminale di autodiagnosi.
Alesaggio superquadro per la Shiver
Di fatto un V di 90° facilita molto le cose: questo schema
tecnico è certamente l’ottimale se parliamo di
compattezza dimensionale, riduzione delle vibrazioni e possibilità
di essere sistemato su più tipologie di moto.
Questa nuovo propulsore è un vero superquadro, ovvero
caratterizzato da un alesaggio di ben 92 mm per una corsa
di 56,4 mm, il che assicura grandi doti di coppia a tutti
i regimi, come dimostrano i suoi 81 Nm offerti a 7.000 giri.
Distribuzione
mista catena-ingranaggi
Shiver utilizza uno schema di distribuzione molto particolare
con doppio albero a camme e 4 valvole: è infatti caratterizzata
da un mix di catena ed ingranaggi, già sperimentato
sul V60° della RSV1000R. I suoi vantaggi sono una minore
rumorosità meccanica, una catena più corta e
quindi minori sollecitazioni e longevità del sistema
stesso. Questo V2 inoltre, ha candela centrale e bobine di
tipo stick-coil (bobina e pipetta sono integrate), frizione
idraulica e scarico catalizzato a tre vie con volume di 10
litri.
Telaio,
soluzioni accattivanti
L’obiettivo dei tecnici Aprilia era rendere Shiver una
moto razionale e reattiva. Questo telaio con traliccio e piastre,
è frutto dell’esperienza Aprilia in tema di mix
telaistici, già ampiamente sperimentati sulla serie
RXV enduro e supermotard.
La parte superiore con traliccio è collegata a piastre
laterali per mezzo di bulloni ad elevata resistenza, con il
risultato di un insieme molto rigido e leggero. Così
come il forcellone con capriata di irrigidimento - composto
da due parti poi unite tra loro - , è stato oggetto
di molte attenzioni per via della presenza del monoammortizzatore
laterale che, per sistemazione tecnica, genera sollecitazioni
asimmetriche.
Mono
laterale e prestazioni: cos’hanno in comune?
L’idea di collocare il mono lateralmente, più
che per design accattivante è dovuta al fatto di sistemare
a sua volta i collettori di scarico che hanno volumi ben calcolati
per le massime prestazioni del motore.
Tutto ciò, abbinato ad un interasse di 1.449 mm ed
un’avancorsa di 109 mm, rende la guida esaltante, segno
che questa naked è pronta per la sfida su strada ed
anche in pista, visto che Aprilia ha fatto capire che la cosa
non dispiacerebbe a nessuno a Noale…
Steli
rovesciati e pinze ad attacco radiale
La forcella di Shiver “settemmezzo” ha steli rovesciati
da 43 mm e non è prevista alcuna regolazione mentre
le piastra di sterzo sono in alluminio forgiato, di cui quella
la superiore con anodizzazione I piedini, fusi in conchiglia,
supportano gli attacchi radiali delle pinze ed il mono posteriore
(regolabile), infulcrato con schema cantilever, è sistemato
a destra della moto, direttamente sulla piastra laterale,
a metà del percorso traliccio-piastra.
Si tratta della prima naked ad utilizzare pinze ad attacco
radiale, segno sportivo del progetto Shiver. L’impianto
ha radice solide sul doppio disco anteriore da 320 mm, gli
stessi delle RSV1000 e Tuono mentre dietro l’unità
singola è da 245 mm. Non mancano tubazioni in treccia
metallica.
La scheda tecnica: Aprilia Shiver SL750
Motore: schema: 2 cilindri a V di 90°
DOHC 8 valvole - cilindrata: 749.9 cc - quote vitali: 92x56,4
mm - rapporto di compressione: 11:1 - potenza: 95 Cv a 9.000
giri - coppia: 8,25 Nm a 7.000 giri – alimentazione:
iniezione elettronica sistema ride-by-wire - capacità
serbatoio: 15 litri.
Ciclistica: telaio: mix scomponibile traliccio
e piastre laterali – lunghezza 2.066 mm : Interasse1.449
mm - peso a secco 189 kg – altezza sella: 810 mm –
sospensione anteriore: forcella a steli rovesciati da 41 mm
– sospensione posteriore: monoammortizzatore laterale
regolabile Sachs- impianto frenante anteriore: doppio disco
da 320 mm con pinze ad attacco radiale e pinze a 4 pistoncini
– impianto frenante posteriore: disco singolo da 245
mm con pinza a pistoncino singolo.
Prezzo: 8.000,00 € Iva inclusa franco
concessionario
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