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Testata giornalistica reg. n°207/2008 del 13/5/2008 c/o Tribunale di Roma
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  APRILIA SHIVER SL750
 

20/4/2007
Aprilia Shiver SL750: Naked d’assalto
La nuova Shiver SL750 è una naked che ci è piaciuta per i suoi contenuti, per la grande vitalità tecnica: è un piacere guidarla.

Per pochi intimi questa primissima presa di contatto, certamente voluta da Aprilia per far sapere che questa moto è in grado di soddisfare un ventaglio di utenza sorprendentemente ampio. Per le prestazioni del suo V di 90°, per la sua puntuale ciclistica ma soprattutto per quell’immediata confidenza che è in grado di trasmettere già dopo pochissime curve.

Shiver fa capire in modo più deciso che Aprilia ha basi solidissime anche in questo segmento, già esplorato con altri modelli. Ma marca il territorio ancor più con la neonata “settemmezzo”. Aprilia quindi, ha obiettivi chiari per raggiungere dritti al cuore tutti gli appassionati del misto, delle curve e del tiro in basso.

Design pratico e funzionale
Innovativo ma anche pratico. Il design di Shiver è così, forte di un abile mix tra queste due massicce presenze se parliamo di motore e telaio, pensati uno dentro l’altro. C’è un’attenta ricerca per rendere l’aspetto globale della moto bello ma anche esageratamente funzionale, come nel caso della scatola filtro, i cui ingombri sono inseriti all’interno delle due bancate di cilindri e resi “utili” ai fini delle prestazioni del V di 90° Aprilia.

Pochi fronzoli insomma, anche se non è stato facile sistemare tutti i componenti tecnici mascherandone la presenza al fine di rendere più snella la linea della naked Aprilia. Ed anche il gruppo serbatoio-sella-codone, sembra un tutt’uno con la moto tanto è compatto ed accattivante. Ad esempio la scelta del doppio scarico con silenziatori triangolari, la strumentazione esile ma “matura” se parliamo di info disponibili o, ancora, il posizionamento del mono posteriore o le pinze ad attacco radiale, recitano un ruolo nel design finale di Shiver. Appuntito e teso ma, soprattutto, compatto con il risultato di una moto dalla linea azzeccata, come dimostra la particolare forma del proiettore anteriore.

Bicilindrico a V di 90°: elettronica e ride-by-wire
La Shiver ha un cuore davvero generoso con i suoi 95 Cv a 9.000 giri. Questo bel V2 è certamente ricco di tecnologia e prestazioni, e non ha timori reverenziali nei confronti della concorrenza naked. E’ il frutto di un lavoro lungo ed approfondito come ci è stato spiegato dai tecnici Aprilia (il motore è prodotto da Piaggio per ciò che riguarda l’industrializzazione), specie se spostiamo il discorso sui temi legati alla gestione elettronica ride-by-wire.

Si tratta di un acceleratore elettronico (non c’è il classico cavo che parte dal comando del gas fino alla linea di alimentazione) che bilancia l’aperture delle farfalle in base a parametri tecnici come il regime operativo istantaneo, la posizione cambio, l’apertura della manopola gas e la temperatura motore.

Elettronica che ascolta e sente
Si perché il pilota, durante la guida, può agire in diversi modi sul gas e questo spesso senza rendersene conto. Un sorpasso immediato, pelare il gas in curva o passeggiare in città, sono tutti momenti in cui il comando gas è sollecitato in modo diverso; ecco quindi che questa tecnologia ride-by-wire, è in grado di garantire sempre il massimo delle prestazioni motore in funzione dell’apertura gas, garantendo inoltre parametri di coppia e accelerazioni davvero più pieni.

Una centralina gestisce tutti i segnali motore ed ogni info passa poi attraverso una linea CAN che poi raggiungono la strumentazione (con solo due fili, pensate), un vero e proprio terminale di autodiagnosi.

Alesaggio superquadro per la Shiver
Di fatto un V di 90° facilita molto le cose: questo schema tecnico è certamente l’ottimale se parliamo di compattezza dimensionale, riduzione delle vibrazioni e possibilità di essere sistemato su più tipologie di moto.

Questa nuovo propulsore è un vero superquadro, ovvero caratterizzato da un alesaggio di ben 92 mm per una corsa di 56,4 mm, il che assicura grandi doti di coppia a tutti i regimi, come dimostrano i suoi 81 Nm offerti a 7.000 giri.

Distribuzione mista catena-ingranaggi
Shiver utilizza uno schema di distribuzione molto particolare con doppio albero a camme e 4 valvole: è infatti caratterizzata da un mix di catena ed ingranaggi, già sperimentato sul V60° della RSV1000R. I suoi vantaggi sono una minore rumorosità meccanica, una catena più corta e quindi minori sollecitazioni e longevità del sistema stesso. Questo V2 inoltre, ha candela centrale e bobine di tipo stick-coil (bobina e pipetta sono integrate), frizione idraulica e scarico catalizzato a tre vie con volume di 10 litri.

Telaio, soluzioni accattivanti
L’obiettivo dei tecnici Aprilia era rendere Shiver una moto razionale e reattiva. Questo telaio con traliccio e piastre, è frutto dell’esperienza Aprilia in tema di mix telaistici, già ampiamente sperimentati sulla serie RXV enduro e supermotard.
La parte superiore con traliccio è collegata a piastre laterali per mezzo di bulloni ad elevata resistenza, con il risultato di un insieme molto rigido e leggero. Così come il forcellone con capriata di irrigidimento - composto da due parti poi unite tra loro - , è stato oggetto di molte attenzioni per via della presenza del monoammortizzatore laterale che, per sistemazione tecnica, genera sollecitazioni asimmetriche.

Mono laterale e prestazioni: cos’hanno in comune?
L’idea di collocare il mono lateralmente, più che per design accattivante è dovuta al fatto di sistemare a sua volta i collettori di scarico che hanno volumi ben calcolati per le massime prestazioni del motore.

Tutto ciò, abbinato ad un interasse di 1.449 mm ed un’avancorsa di 109 mm, rende la guida esaltante, segno che questa naked è pronta per la sfida su strada ed anche in pista, visto che Aprilia ha fatto capire che la cosa non dispiacerebbe a nessuno a Noale…

Steli rovesciati e pinze ad attacco radiale
La forcella di Shiver “settemmezzo” ha steli rovesciati da 43 mm e non è prevista alcuna regolazione mentre le piastra di sterzo sono in alluminio forgiato, di cui quella la superiore con anodizzazione I piedini, fusi in conchiglia, supportano gli attacchi radiali delle pinze ed il mono posteriore (regolabile), infulcrato con schema cantilever, è sistemato a destra della moto, direttamente sulla piastra laterale, a metà del percorso traliccio-piastra.

Si tratta della prima naked ad utilizzare pinze ad attacco radiale, segno sportivo del progetto Shiver. L’impianto ha radice solide sul doppio disco anteriore da 320 mm, gli stessi delle RSV1000 e Tuono mentre dietro l’unità singola è da 245 mm. Non mancano tubazioni in treccia metallica.

La scheda tecnica: Aprilia Shiver SL750
Motore: schema: 2 cilindri a V di 90° DOHC 8 valvole - cilindrata: 749.9 cc - quote vitali: 92x56,4 mm - rapporto di compressione: 11:1 - potenza: 95 Cv a 9.000 giri - coppia: 8,25 Nm a 7.000 giri – alimentazione: iniezione elettronica sistema ride-by-wire - capacità serbatoio: 15 litri.

Ciclistica: telaio: mix scomponibile traliccio e piastre laterali – lunghezza 2.066 mm : Interasse1.449 mm - peso a secco 189 kg – altezza sella: 810 mm – sospensione anteriore: forcella a steli rovesciati da 41 mm – sospensione posteriore: monoammortizzatore laterale regolabile Sachs- impianto frenante anteriore: doppio disco da 320 mm con pinze ad attacco radiale e pinze a 4 pistoncini – impianto frenante posteriore: disco singolo da 245 mm con pinza a pistoncino singolo.

Prezzo: 8.000,00 € Iva inclusa franco concessionario


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