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GRIPone:
regola N.1, dare gas!
di Fabio Caliendo
Comprate l’ultimissima supersportiva mille, quella
da quasi 200 cavalli e che pesa meno del cinquantino due tempi
a marce di vostro nipote. Una moto che non ha due forcelle,
ha due pali della luce e al posteriore monta il 190 perché
ha più grip. Ma questo, non basta. Ha la tripla mappatura,
ma a voi interessa solo quella dal profilo più cattivo
e che vi spara come proiettili fuori dalla curva appena ruotate
il gas. Ma quanti poi sanno gestirne l’effettiva potenza?
E’ il solito discorso, dove arriveremo con tutti questi
cavalli alla ruota? Quanti sono veramente in grado di sfruttare
appieno le potenze delle ultime supersportive mille?
L’ideale è sicuramente andare in pista, dove
ci si può avvicinare al limite, ma i cavalli ci sono
sempre e sono tanti. A questi bisogna adeguare le sospensioni
e rispettivamente i pneumatici, ma per quanto si possa essere
appunto di ciclistica, si ha sempre timore a spalancare il
gas in curva arrivati al punto di corda. La soluzione si chiama
GRIPone, ed è il primo controllo di trazione aftermarket
per le supersportive.

Come funziona
GRIPone non è altro che un sistema di controllo elettronico
della trazione. Questo è formato da due apparati: la
centralina e due sensori di velocità. La simbiosi di
questi due dispositivi tiene sotto controllo la rotazione
delle ruote e non interviene fino a quando non “legge”
un’alterazione della velocità diversa delle rispettive
due ruote.
Appena i sensori rilevano una rotazione della ruota posteriore
diversa da quella anteriore la centralina provvede a ridurr e
la potenza del motore fino a che la motricità del veicolo
non viene ripristinata. Nel momento in cui il pattinamento
della ruota posteriore rientra nei parametri prestabiliti,
la centralina aggiuntiva cessa il suo funzionamento, per ritornare
in stand-by vigile.
Per quanto riguarda la centralina, questa è personalizzabile,
oltre al fatto che può essere montata su moto con accensione
transistorizzata, mentre sulle moto con un solo iniettore
per cilindro si lavora sull’iniezione, con i medesimi
risultati. Dicevamo, personalizzabile, perché ci sono
tre potenziometri regolabili: ratio, pulse e level. Il Ratio
informa la centralina
GRIPone sul rapporto tra lo sviluppo del pneumatico posteriore
e lo sviluppo del pneumatico anteriore. Il pulse, informa
la centralina sul numero di impulsi rilevati dai due sensori
di velocità per ogni giro completo di ruota. L’ultimo,
determina l’entità dell’intervento su sedici
posizioni, che diventano la metà in effetti, dato che
la regolazione può essere fatta o su quanti giri fa
l’albero a camme, oppure all’albero motore o tachimetro.
Il GRIPone utilizza le stesse informazioni dell’ABS
(parliamo della differenza di velocità delle due ruote)
ma legge pochi impulsi a differenza del sistema di antibloccaggio.
Se per l’ABS si utilizzano le ruote foniche con decine
impulsi, al GRIPone ne bastano solo tre per giro. Agendo sulle
bobine il sistema taglia gli scoppi di un cilindro con frequenza
crescente fino alla sospensione totale. Ad esempio su un quattro
cilindri si andrebbe a togliere ¼ di potenza, ma il
sistema taglia un massimo del 15%, consentendo al pilota di
gestire la moto con il gas. Naturalmente più il motore
è frazionato e più sarà dolce l’azione
del sistema.
Un altro vantaggio del sistema è che tagliando energia
alla bobine può essere montato a valle della centralina
della moto.
Abbastanza facile il montaggio poi, dato che la centralina
lavora sui fili di massa, una sola bobina, il sensore dei
giri motore e la chiave d’accensione. I due sensori
per le rispettive ruote vanno poi montati su delle piccole
staffe rigide e sono formati da un cilindro filettato M8x1
con il cavo per il segnale già dotato di cablatura.

Ing.
Diego Gubellini: l’inventore del GRIPone
Diego Gubellini è un giovane e simpatico ingegnere
di poco più di trent’anni che ha iniziato a lavorare
con la ditta del padre (Franco) FG Special Parts e che attualmente
collabora con il Team Gresini in MotoGP dal 1997, gestendo
l’acquisizione dati per le moto che partecipano al mondiale.
Abbiamo scambiato due chiacchiere con lui, parlando di questo
interessante sistema che ha progettato e realizzato come pezzo
aftermarket per le moto.
Quanto del controllo di trazione presente sulle moto
del Team è poi riportato nel GRIPone? Deriva da lì
o è un sistema che non ha nulla a che vedere con le
MotoGP?
“Ovviamente non c’e nulla o quasi: l’elettronica
e gli algoritmi di gestione di Honda sono segreti anche per
noi che con loro ci lavoriamo. Abbiamo la possibilità
di utilizzare i loro sistemi, di regolarli e ottimizzarli,
cercando di adattarli alle esigenze, ma quello che realmente
sta dentro alla confezione lo possiamo solo immaginare. Il
vantaggio di lavorare in MotoGP e nel team Gresini è
di conoscere le dinamiche che governano la moto e di confrontarsi
con piloti professionisti. Questi due aspetti permettono la
realizzazione di un sistema di controllo di trazione che funziona
e che risponde alle vere esigenze di chi va in moto. In più
va detto che per realizzare un traction control si può
scegliere solo tra due o tre sistemi di intervento: l’accensione,
l’anticipo e il controllo delle farfalle (ride by wire).
Quello che porta il valore aggiunto è la logica che
gestisce il sistema. Togliere potenza solo quando serve e
nella misura adeguata sono le cose importanti”.
Quanto tempo ha richiesto lo sviluppo del pacchetto
GRIPone?
“I primi prototipi sono nati dopo circa un mese dall’idea.
Per raggiungere il prodotto definitivo un anno e mezzo. E
ora inizia lo sviluppo per le future evoluzioni del prodotto”.
Su quali moto avete svolto i test? Solo su pista
o anche in strada?
“Inizialmente lo abbiamo provato su una moto da Motard
e testato sul fuoristrada grazie all’aiuto di Fabio
Balducci. Poi abbiamo provato su diverse moto stradali sia
in versione standard che da trofeo: Yamaha, Ducati, Suzuki
e Kawasaki. L’idea importante che ha portato valore
al sistema secondo me è stata quella di testarlo anche
su piloti umani (non professionisti) in modo da capire le
esigenze degli utenti stradali. Un pilota professionista utilizza
il controllo di trazione in modo tale che per l’utente
medio risulta inservibile. Il GRIPone invece permette un’ampia
gamma di regolazioni e quindi si adatta ad ogni esigenza”.
A chi consiglieresti questo prodotto? Solo a chi
va in pista? Potrebbe essere utile in inverno quando le condizioni
dell’asfalto sono sfavorevoli...
“Il sistema GRIPone è adatto a chi usa la moto
in pista, sia per piloti professionisti, che per piloti non
professionisti. Può essere regolato anche per essere
un sistema veramente efficace per la sicurezza in condizioni
critiche quali pioggia o temperature basse, asfalto sporco”.
Quale sarà il prossimo step d’evoluzione?
“Sto lavorando in diverse direzioni. Sviluppando e migliorando
la base del sistema attuale, lavorando sugli algoritmi che
gestiscono il sistema. Contemporaneamente sto cercando anche
nuovi metodi per intervenire sul motore”.
Funziona meglio del DTC (Ducati)? Se si, perché?
“Sinceramente non so dirlo perché non ho mai
provato a fare una comparativa. Chi ha provato il GRIPone
e ha avuto esperienze con il sistema Ducati afferma che GRIPone
è molto dolce nell’innesco. Immagino comunque
che il fatto di essere messo a confronto con un sistema creato
da una casa costruttrice importante come Ducati sia motivo
di orgoglio. In realtà i sistemi sono diversi perché
il sistema Ducati agisce direttamente sull’anticipo
e varia l’effetto rilevando l’inclinazione del
veicolo, il GRIPone invece agisce sull’accensione. La
scelta era obbligata se si voleva un sistema adattabile facilmente
su tutti i veicoli”.
Può essere installato da chiunque o è
meglio rivolgersi a qualcuno specializzato?
“In linea di principio l’installazione è
abbastanza semplice. Certo che come tutte le cose bisogna
effettuarla in maniera impeccabile visto che si sta montando
un dispositivo su un veicolo che supera i 200 km/h. Occorre
un minimo di attrezzatura soprattutto per realizzare le staffe
per i sensori applicati alle ruote. I fili da collegare in
totale sono cinque di cui due sono la massa e l’alimentazione.
L’ideale comunque è rivolgersi al proprio meccanico
di fiducia”.
Prezzo e disponibilità sul mercato? E’
già su piazza?
“Il sistema viene venduto da FG Special Parts (www.fgspecialparts.it),
distributore esclusivo. Il kit comprende la centralina, il
cablaggio da collegare all’elettronica della moto (non
plug and play), un interruttore remoto, due sensori per la
velocità e il manuale di istruzione. Il prezzo è
di 990 più iva.
Desideriamo in ultimo ricordare che il sistema non è
omologato per l’utilizzo stradale, quindi per quest’ultimo
bisognerà aspettare, ma alla velocità con cui
procede l’elettronica siamo sicuri che a breve ci saranno
interessanti novità.
Questo sistema ci sentiamo di consigliarlo vivamente, perché
psicologicamente è di grande aiuto, dato che si apre
il gas con meno paura di incorrere in un highside e dunque
con anticipo, guadagnando preziosi millesimi ad ogni curva.
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