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Yamaha:
uno sguardo al cliente, XJ6 e Majesty 400
di Fabio Caliendo
Ad Iwata sanno che i clienti sono esigenti, pretendono, ma
soprattutto sono… giovani. I dati parlano chiaro, si
è passati da una media di 30/39 anni del 2004, a 18/29
per il 2007. Ecco che dunque Yamaha cerca di accontentare
i propri giovani clienti con linee accattivanti, ricercate
e soprattutto sportive, ma che allo stesso tempo vantano un
rapporto qualità prezzo decisamente ottimo.
Presentano una nuova moto qui a Milano, una naked di media
cilindrata a 4 cilindri versatile e dinamica che accontenta
quanto detto sopra, e porta avanti una tradizione nata nel
lontano ’96 con il Majesty, nella cilindrata di 400
cc3.

XJ6: l’entry level secondo Yamaha
La linea è di quelle che piacciono a noi italiani,
non a caso è stata concepita qui in Italia, ovvero
spigoli, tagli secchi della carrozzeria, ma soprattutto tanta
tanta aggressività.
Il fanale anteriore richiama un po’ a quello della FZ6,
ma con la parte superiore a spigolo vivo, mentre la parte
centrale, sotto il serbatoio, offre due fiancatine ad angolo
chiuso che donano carattere a questa piccola naked. Intelligenti
i due particolari in materiale plastico che fungono da protezione
in caso di caduta (soluzione già vista sulla Ténéré).
Il codone è filante e punta verso l’alto, dove
s’inserisce un fanale, il medesimo della XJ6 Diversion.
Da notare l’altezza della sella, volutamente bassa per
facilitare i principianti e l’utenza femminile, e la
possibilità di “cucirsi” la moto addosso
con il manubrio regolabile su due posizioni (l’unica
della categoria a vantare questa pregevole caratteristica).
Tre le colorazioni: Cloudy White, Extreme Yellow e Night Black.
Non invidia niente a nessuno
A livello tecnico questa XJ6 non ha nulla da invidiare a ben
più blasonate naked. La potenza è quella giusta
per girare per strada senza la paura di avere troppi cavalli
che possano mettere in difficoltà. Questi infatti sono
78, ed il motore della FZ6 opportunamente rivisto, offre molta
più coppia ai bassi regimi.
E’ nuova la testa, sviluppata ex-novo e con rapporto
di compressione elevato. I condotti di aspirazione sono stati
ridisegnati, mentre il profilo degli alberi a camme è
stato rivisto, sempre in funzione di una coppia corposa a
bassi e medi regimi. Cilindri e carter sono monoblocco, per
aumentare la rigidità, e le quote vitali vedono un
alesaggio da 65,5 mm ed una corsa di 44,5. I pistoni sono
forgiati in alluminio ed il sistema di iniezione è
bidirezionale a 4 ugelli. Per centralizzare le masse, e dunque
ottenere sia maggiore equilibrio che facilità di guida,
si è optato per uno scarico 4-2-1 sito sotto al motore.
Per quanto riguarda la trasmissione, c’è un nuovo
comando frizione, più morbido, ed un meccanismo del
cambio ridisegnato per innesti e scalate più fluide.
Ciclistica giusta
Il telaio è inedito, ed ha uno schema a diamante. Il
forcellone è nuovo e lavora su una sospensione posteriore
di tipo Motocross. L’anteriore invece ha una forcella
a steli tradizionali da 41 mm. L’impianto frenante è
composto all’anteriore da due dischi da 298 mm morsi
da pinze a due pistoncini, ed al posteriore da un disco singolo
da 245 mm. Anche le misure dei pneumatici sono in funzione
dell’estrema agilità, infatti se all’anteriore
c’è il classico 120/70-ZR17, al posteriore c’è
uno “svelto” 160/60-ZR17.
MAJESTY 400: lo scooterone polifunzionale
Dal ’96, il contatore segna quota 220.000 pezzi venduti
in Europa, di cui ben 150.000 nel Bel Paese. Dati impressionanti
e che fanno riflettere sul successo e la popolarità
del Majesty 400. Squadra che vince, non si cambia, e dunque
ad Ywata evolvono e non rivoluzionano questa “poltrona”
a due ruote da città e non solo, visto che consente
anche spostamenti autostradali. Nasce per tutti coloro che
mettono al primo posto il comfort, ed in questo Majesty, con
la sua ampia sella non può che farne vanto. Lo spazio
sottosella che ospita poi due caschi integrali, da un’idea
della praticità di questo mezzo.
Altra prerogativa di questo scooter, è la protezione
aerodinamica: se è vero che alla vista l’anteriore
è decisamente largo, è anche vero che in caso
di intemperie questo torna utile. La carenatura è rinnovata
e su di essa trovano posto due fari anteriori. Fianchetti,
codone, sono tutti rivisti, ed in quest’ultimo c’è
un accattivante fanale a LED. Comodo nel retroscudo, il vano
portaoggetti con serratura.
Colorazioni: Competition White, Damon Black e Moon Shadow.

Tecnica nascosta
A livello tecnico gli ingegneri sono intervenuti sul telaio,
un perimetrale pressofuso in alluminio ed acciaio e rimangono
i due ammortizzatori posteriori. All’anteriore invece,
c’è una forcella con steli da 41 mm.
L’impianto frenante consta in tre freni a disco: due
anteriori da 267 mm ed un posteriore della stessa misura.
Novità importantissima, il Majesty 400 sarà
disponibile anche con un sistema ABS.
Il propulsore è il solito monocilindrico quattro tempi
da 395 cc3 ad iniezione, potente e silenzioso.
Freno di stazionamento ed antifurto immobilizer chiudono il
quadro del nuovo scooter Yamaha.
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