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Testata giornalistica reg. n°207/2008 del 13/5/2008 c/o Tribunale di Roma
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SPECIALE EICMA 2008
3/11/2008

Yamaha: uno sguardo al cliente, XJ6 e Majesty 400
di Fabio Caliendo
Ad Iwata sanno che i clienti sono esigenti, pretendono, ma soprattutto sono… giovani. I dati parlano chiaro, si è passati da una media di 30/39 anni del 2004, a 18/29 per il 2007. Ecco che dunque Yamaha cerca di accontentare i propri giovani clienti con linee accattivanti, ricercate e soprattutto sportive, ma che allo stesso tempo vantano un rapporto qualità prezzo decisamente ottimo.
Presentano una nuova moto qui a Milano, una naked di media cilindrata a 4 cilindri versatile e dinamica che accontenta quanto detto sopra, e porta avanti una tradizione nata nel lontano ’96 con il Majesty, nella cilindrata di 400 cc3.

XJ6: l’entry level secondo Yamaha
La linea è di quelle che piacciono a noi italiani, non a caso è stata concepita qui in Italia, ovvero spigoli, tagli secchi della carrozzeria, ma soprattutto tanta tanta aggressività.
Il fanale anteriore richiama un po’ a quello della FZ6, ma con la parte superiore a spigolo vivo, mentre la parte centrale, sotto il serbatoio, offre due fiancatine ad angolo chiuso che donano carattere a questa piccola naked. Intelligenti i due particolari in materiale plastico che fungono da protezione in caso di caduta (soluzione già vista sulla Ténéré). Il codone è filante e punta verso l’alto, dove s’inserisce un fanale, il medesimo della XJ6 Diversion. Da notare l’altezza della sella, volutamente bassa per facilitare i principianti e l’utenza femminile, e la possibilità di “cucirsi” la moto addosso con il manubrio regolabile su due posizioni (l’unica della categoria a vantare questa pregevole caratteristica).
Tre le colorazioni: Cloudy White, Extreme Yellow e Night Black.

Non invidia niente a nessuno
A livello tecnico questa XJ6 non ha nulla da invidiare a ben più blasonate naked. La potenza è quella giusta per girare per strada senza la paura di avere troppi cavalli che possano mettere in difficoltà. Questi infatti sono 78, ed il motore della FZ6 opportunamente rivisto, offre molta più coppia ai bassi regimi.
E’ nuova la testa, sviluppata ex-novo e con rapporto di compressione elevato. I condotti di aspirazione sono stati ridisegnati, mentre il profilo degli alberi a camme è stato rivisto, sempre in funzione di una coppia corposa a bassi e medi regimi. Cilindri e carter sono monoblocco, per aumentare la rigidità, e le quote vitali vedono un alesaggio da 65,5 mm ed una corsa di 44,5. I pistoni sono forgiati in alluminio ed il sistema di iniezione è bidirezionale a 4 ugelli. Per centralizzare le masse, e dunque ottenere sia maggiore equilibrio che facilità di guida, si è optato per uno scarico 4-2-1 sito sotto al motore. Per quanto riguarda la trasmissione, c’è un nuovo comando frizione, più morbido, ed un meccanismo del cambio ridisegnato per innesti e scalate più fluide.

Ciclistica giusta
Il telaio è inedito, ed ha uno schema a diamante. Il forcellone è nuovo e lavora su una sospensione posteriore di tipo Motocross. L’anteriore invece ha una forcella a steli tradizionali da 41 mm. L’impianto frenante è composto all’anteriore da due dischi da 298 mm morsi da pinze a due pistoncini, ed al posteriore da un disco singolo da 245 mm. Anche le misure dei pneumatici sono in funzione dell’estrema agilità, infatti se all’anteriore c’è il classico 120/70-ZR17, al posteriore c’è uno “svelto” 160/60-ZR17.

MAJESTY 400: lo scooterone polifunzionale
Dal ’96, il contatore segna quota 220.000 pezzi venduti in Europa, di cui ben 150.000 nel Bel Paese. Dati impressionanti e che fanno riflettere sul successo e la popolarità del Majesty 400. Squadra che vince, non si cambia, e dunque ad Ywata evolvono e non rivoluzionano questa “poltrona” a due ruote da città e non solo, visto che consente anche spostamenti autostradali. Nasce per tutti coloro che mettono al primo posto il comfort, ed in questo Majesty, con la sua ampia sella non può che farne vanto. Lo spazio sottosella che ospita poi due caschi integrali, da un’idea della praticità di questo mezzo.
Altra prerogativa di questo scooter, è la protezione aerodinamica: se è vero che alla vista l’anteriore è decisamente largo, è anche vero che in caso di intemperie questo torna utile. La carenatura è rinnovata e su di essa trovano posto due fari anteriori. Fianchetti, codone, sono tutti rivisti, ed in quest’ultimo c’è un accattivante fanale a LED. Comodo nel retroscudo, il vano portaoggetti con serratura.
Colorazioni: Competition White, Damon Black e Moon Shadow.

Tecnica nascosta
A livello tecnico gli ingegneri sono intervenuti sul telaio, un perimetrale pressofuso in alluminio ed acciaio e rimangono i due ammortizzatori posteriori. All’anteriore invece, c’è una forcella con steli da 41 mm.
L’impianto frenante consta in tre freni a disco: due anteriori da 267 mm ed un posteriore della stessa misura. Novità importantissima, il Majesty 400 sarà disponibile anche con un sistema ABS.
Il propulsore è il solito monocilindrico quattro tempi da 395 cc3 ad iniezione, potente e silenzioso.
Freno di stazionamento ed antifurto immobilizer chiudono il quadro del nuovo scooter Yamaha.


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