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Testata giornalistica reg. n°207/2008 del 13/5/2008 c/o Tribunale di Roma
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SPECIALE EICMA 2008
4/11/2008

EICMA: BMW, la naked che mancava
di Fabio Caliendo
E’ da un po’ che si vocifera dell’interesse al settore naked di media-grossa cilindrata da parte della Casa dell’Elica.
F800R arriva in un momento in cui il mercato della moto è piuttosto in crisi, e si propone come l’entry level nel segmento che a Monaco definiscono “Urban”, composto dalle due monocilindriche della serie G, ma soprattutto dalle due naked di grossa cilindrata: la R 1200 R e la nuovissima K 1300 R.
La serie F è sinonimo di bicilindrico parallelo. Un motore che equipaggia la carenata F 800 ST da turismo, la semi-carenata F 800 S e le enduro F 800 e 650 GS. Le prime due sono sicuramente le più apprezzate sul mercato europeo, ed una naked con questo propulsore ci voleva proprio. BMW non ci pensa su due volte, e rifacendosi all’estetica della K 1300 R, propone la “naked per tutti”, sicuramente più facile della impegnativa e potentissima K stessa. Osa BMW Motorrad a questo Salone di Milano, e lo fa proponendo una concept denominata Lo Rider Concept, una bicilindrica, manco a dirlo, su base motore boxer che sembra uscita dalle officine di un preparatore di Special. Look aggressivo e con una linea che fonde diversi generi di moto, creando un qualcosa di nuovo e sicuramente particolare.

F 800 R: la naked facile
La nuova F 800 R di certo non stupisce, visto che adotta linee già viste sempre nella stessa Casa, piuttosto si propone come moto facile ed alla portata di tutti. Non è soltanto una ST spogliata delle carene, ma è frutto di un sapiente trucco che la fa somigliare alla streetfighter K 1300 R.
Il fanale anteriore sdoppiato è il medesimo che equipaggia le enduro della serie F, con l’aggiunta di un minicupolino che protegge la strumentazione. Questa è sdoppiata, con il tachimetro analogico ed il classico schermo a cristalli liquidi che include le più svariate funzioni. Particolare il parafango anteriore ripreso dalle gemelline da strada, che a metà perde un triangolo di carrozzeria a cercare qualcosa di diverso dal solito, manovra tra l’altro, perfettamente riuscita allora e a tutt’oggi esclusiva. Il serbatoio è bicolore e ai lati ha due piccoli convogliatori recanti il marchio dell’Elica. Telaio perimetrale a culla aperta in alluminio e come da tradizione naked, motore a vista di colore nero. Sella e codone sono i medesimi della serie F-ST ed S.
I comandi al manubrio sono nuovi, con l’azionamento degli indicatori di direzione posti sul manubrio sinistro.
Tre le colorazioni sempre su base nera: bianco, grigio ed arancione.

Bicilindrico da 87 CV
Il motore è il Parellel-Twin da 798 cm3 che alloggia la F 800 S. Un propulsore decisamente elastico, che eroga 87 CV a 8.000 giri/min. ed una coppia di 86 Nm a 6.000 giri indicati. Grazie ad una biella che compensa le forze di inerzia di primo e secondo ordine, le vibrazioni sono ridotte al minimo.
C’è poi la catena in luogo della trasmissione finale che equipaggia invece ST ed S. Cambia qualcosa a livello di erogazione, grazie ad una nuova cinematica delle farfalle. Anche lo scarico riprende la linea delle GS. Tutto questo, ci fa pensare al sound, visto che sulla serie da enduro i tecnici hanno lavorato in funzione del far assomigliare la “voce” al propulsore boxer. Leggermente differente però, la linea dei collettori. Il cambio, per le prime tre marce, è lo stesso della F 800 S, mentre dalla quarta alla sesta sono state abbreviate.

La ciclistica vede il propulsore come elemento portante. Il telaio è in alluminio e la coda del telaio in tubi d’acciaio è molto simile alla F 800 S. Questa, è collegata al telaio attraverso quattro unioni a vite. Il forcellone, inedito, è un doppio braccio oscillante decisamente leggero e adatto ad una guida sportiva. Su questo, lavora un monoammortizzatore privo di leveraggi, e che vanta la regolazione del precarico. La forcella telescopica è da 43 mm e non è regolabile. E’ presente l’ammortizzatore di sterzo, montato sotto il cannotto.
L’impianto frenante è firmato Brembo nel caso del modello con ABS ha un sensore della pressione nuovo. Il regolatore di tensione, rispetto alle GS, è stato sapientemente nascosto sotto l’arcata destra del telaio, lasciando così la linea del motore più pulita.

Lo Rider Concept: è bello osare
E chi se lo sarebbe mai aspettato da BMW Motorrad un oggetto simile! Sono rimasti tutti estremamente sorpresi da questa concept. BMW ha osato, e tanto anche, proponendo qualcosa di diverso, insolito. Bisogna farci un po’ l’occhio a questa particolare moto. Una fusione di particolari tecnici ripresi dalle moderne supersportive, ed una estetica retrò. Ad ogni modo una moto scarna a livello di carrozzeria, e che punta tutto su particolari tecnici e all’avanguardia.

Partiamo dall’anteriore: gli “occhi” di questa concept, sono due fari polielissoidali sovrapposti, retti da un piccolo telaio a vista. Minuta la strumentazione, ed un parafango anteriore retto da due staffe in alluminio. Blu, il colore delle pinze freno che contrastano con il resto della moto. I motociclisti con qualche primavera in più sulle spalle, noteranno una somiglianza del serbatoio con le vecchie R60/5, una chicca ripresa dal passato infatti la parte posteriore del serbatoio dal colore differente e con del materiale morbido dove poggiare le ginocchia. Singolare, ed è forse il particolare che più ci ha lasciati a bocca aperta, il tappo del serbatoio benzina che si apre con un sistema di leve mai visto prima. Il posteriore... non c’è! La ruota dunque è completamente scoperta (c’è solo un parafango minimalista) e la sella è la parte finale della moto. Questa, montata su due pezzi ricavati dal pieno ed imbullonata al telaio, ingloba la luce posteriore a LED. Le sorprese non finiscono qui, perché il lato destro della Lo Rider offre una simpatica targhetta con il numero 49. Gli scarichi sono sdoppiati ed alti tipo scrambler.

La ciclistica offre il solito telaio che equipaggia i boxer BMW, le forcelle sono naturalmente pluriregolabili e al posteriore c’è un monoammortizzatore firmato Ohlins, anch’esso pluriregolabile. I dischi sono a margherita, e l’impianto frenante anteriore è Tokiko a sei pistoncini contrapposti. Quanto al motore, è il boxer da 1.170 cc3 da oltre 100 CV, che trasmette alla ruota posteriore la potenza con il solito cardano a sistema Paralever. I cerchi, sono a raggi ed anodizzati in nero, con il canale cromato e da 17”.

Il cliente... “preparatore”
Questa Roadster ha però la possibilità di configurazione da parte del cliente. Il Responsabile del design, David Robb, ha voluto assicurare una varietà di possibilità a livello di personalizzazione come pochi altri possono vantare. E’ infatti possibile combinare diversi elementi di design, come lo scarico, che può essere alto o basso, la possibilità di scegliere tra la sella singola e una anche per il passeggero, oppure un sellino in alluminio... e ancora, il proiettore anteriore, con forma classica o in stile streetfighter, il serbatoio con o senza coperchio in alluminio e con quattro varianti di colore, il carter motore su tre colori diversi, e per finire, i parafanghi verniciati in nero o cromati.

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